"Non si può travisare un'ipotesi, servono dati scientifici"

L'avvocato Cesarina Barghini urla l'innocenza di Fausta Bonino

Morti in corsia

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Un momento della conferenza stampa

E’ stato chiarito da giorni che le porte del carcere non si sarebbero riaperte per Fausta Bonino, l’infermiera accusata di aver ucciso 14 persone nelle parto di rianimazione dell’ospedale di Villa marina a Piombino. Fausta Bonino fu incarcerata il 30 marzo 2016, e scarcerata il 25 aprile con un’ordinanza del Tribunale del Riesame. Pochi giorni fa la Corte di Cassazione, in un certo senso, ha ribaltato la situazione affermando che il Tribunale del Riesame ha commesso svariati errori di valutazioni e riguardo agli indizi raccolti e che permisero la scarcerazione della Bonino. Ma non per questo l’infermiera tornerà tra le sbarre perché nei giorni immediatamente successivi alla sentenza della Suprema Corte di Cassazione, il Pm Massimo Mannucci ha presentato una richiesta di revoca della misura cautelare, accolta dal Gip Fabrizio Nicoletti. Nel primo pomeriggio di domenica 12 marzo il difensore di Fausta Bonino, l’avvocato Cesarina Barghini ha convocato una conferenza stampa per chiarire come stanno le cose dopo la pubblicazione della sentenza della Cassazione. “Il messaggio trasmesso è stato probabilmente quello di un ribaltamento di quanto stabilito dal Riesame – spiega l’avvocato Cesarina Barghini – ho letto dei titoli come “E’ stato un errore scarcerare Fausta Bonino" . E se è questo il messaggio dato sulla sentenza, sicuramente è sbagliato. In realtà al di là del fatto che dopo la richiesta di revoca della misura cautelare del Pubblico Ministero questa sentenza non tornerà ad essere applicata al Tribunale del Riesame vorrei chiarire altre questioni. La Cassazione parte, a nostro avviso, da un presupposto che non incrina minimamente il nostro impianto assolutorio, cioè che ci siano stati dei travisamenti da parte del Tribunale del Riesame. Questi avrebbero interessato essenzialmente il contenuto del documento 13, in pratica il quadro sinottico contenente gli orari delle prime comparse dei sintomi emorragici, gli orari dei decessi, la presenza di Fausta. Secondo noi questo non inficia minimamente la nostra posizione perché quel quadro sinottico è assolutamente inattendibile, quindi non è un indizio che può essere travisato. Con tutto il rispetto del giudicato della Cassazione che noi dobbiamo rispettare, come operatore del diritto e soprattutto come difensore di Fausta devo riflettere su questo rilievo della Corte e devo dire che si può parlare di travisamento solo quando esiste un dato certo. E che l’accertamento non può essere che scientifico. Quel quadro sinottico per essere certo e scientificamente provato, devono riprodurlo e farlo i periti. Ribadisco che finchè non partiamo da un dato certo non possiamo parlare di travisamento, perché si travisa un fatto oggettivo ma non si può travisare un’ipotesi. E quella è un’ipotesi”. Quindi ora si va avanti con le indagini. “Con quelle difensive che sto facendo con il mio studio – precisa l’avvocato Barghini – con quelle del Pubblico Ministero e soprattutto con la perizia che è in corso dal 14 luglio 2016, a seguito dell’incarico conferito dal Gip a cinque  luminari che, qualificati a tale scopo, dovranno finalmente accertare le cause delle morti di queste persone e se c’è stata somministrazione di questo farmaco ( si parla di eparina Sodica Vister ndr). Fino a quel momento noi siamo in attesa e non possiamo che continuare a raccogliere elementi a favore di Fausta. Il Pm dovrebbe fare altrettanto ai sensi dell’articolo 358, perché nella fase delle indagini il Pubblico Ministero deve raccogliere elementi sia a favore che contro. Dopo di che – spiega l’avvocato - ci troveremo tutti a discutere degli elementi raccolti. Ma soprattutto sarà definitiva, la perizia che sarà depositata a seguito degli accertamenti che stanno facendo tutti i componenti del collegio peritale presieduto dal professor Fineschi. Noi abbiamo i nostri periti di parte che sono altrettante eccellenze e siamo tranquillissimi. Anzi,  non vediamo l’ora che arrivi questa perizia per poter finalmente mettere la parola fine a questa storia che comincia ad essere veramente paradossale”. E poter dimostrare l’innocenza dell’infermiera in cui l’avvocato crede fermamente. “L’innocenza di Fausta la stiamo urlando in tutte le lingue – conferma – io ne sono profondamente convinta. La conosco ed escludo nella maniera più assoluta la sua colpevolezza. Si sa che questo non potrebbe essere sufficiente, ma ho visto gli atti, ho visto come si è arrivati al suo arresto e sono sicurissima. Mi posso esporre tranquillamente e dire che Fausta è innocente. Non succede mai per un difensore e non lo faccio mai. Ma questa volta mi sento veramente di doverlo fare”. Il tempo delle certezze però è ancora lontano. I periti hanno chiesto altri sei mesi di proroga. “Il conferimento è del 14 luglio scorso – ricorda l’avvocato - quindi come minimo si va all’estate. Voglio sperare che basti, perché devono anche arrivare i risultati dall’estero. E’ un esame veramente molto complesso, ma non perché ci siano da trovare cose straordinariamente difficili da ricercare ma perché l’accertamento deve essere fatto con tutti i crismi. E questo chiaramente implica un decorso di tempo che non è certo breve. Un aspetto che ci fa riflettere su come invece anche senza questo accertamento (che come stiamo vedendo è lunghissimo anche per gli esperti) si sia potuto arrestare Fausta così, sulla base di ipotesi. Perché quelle sono ipotesi. Non sono fatti oggettivi”. 

Indietro domenica 12 marzo 2017 @ 17:56 © Riproduzione riservata

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