Pianosa, la villa dell'Agronomo diventa un museo

Per il piano anti degrado, 540 mila euro. Sammuri:"Punto di partenza"

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Un momento della conferenza stampa a Piombino

Si è svolta ieri 13 marzo, presso la saletta rossa del comune di Piombino, la conferenza stampa sui nuovi interventi a Pianosa. Erano presenti Silvia Velo, Sottosegretario al Ministero per l’Ambente e Tutela del Territorio e del Mare, Giampiero Sammuri, presidente del Parco Nazionale Arcipelago Toscano, Salvatore Parascandola, Commissario prefettizio del comune di Campo nell’Elba, Michele Baronti, rappresentante dell’Agenzia del Demanio filiale di Livorno e Fabio Boschi, funzionario della Soprintendenza per le province di Pisa e Livorno. L’intento di questo interessante progetto è quello di riqualificare e valorizzare le strutture presenti nell’isola e da tempo ormai abbandonate, per dare un nuovo volto a questo magnifico luogo. Un accordo quindi tra più soggetti per uno scopo comune, il Demanio, il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, il Ministero di Grazia e Giustizia e anche ASA. Come spiega il sottosegretario al Ministero per l’Ambiente Silvia Velo: “Questo tavolo così ampio dimostra quanto è complicato intervenire su Pianosa, bisogna infatti considerare che l’area è sotto l’egida del dipartimento penitenziario, si tratta di un carcere e questo ha delle implicazioni. Pianosa ha enormi potenzialità, -continua Velo- quindi si è pensato di partire intervenendo da Villa dell’Agronomo”. Un edificio questo, di grande bellezza e pregio, con una storia che non va certo dimenticata. Realizzata dopo la metà dell’ottocento, per ospitare la residenza dell’agronomo, la struttura è stata poi nel tempo abbandonata. Alla figura dell’agronomo, veniva affidato il ruolo di vicedirettore del carcere. La casa dell’agronomo, diventerà così un eco museo dell’agricoltura, con nuove attività di pubblico interesse ed una parte esterna di terreni dell’ex colonia penale, recuperati di comune accordo con il Ministero di Grazia e Giustizia. Da sempre l’esistenza del carcere ha consentito la salvaguardia dell’isola. La presenza dei detenuti in semilibertà ha permesso forme di tutela, manutenzione e sviluppo agricolo. “Un’idea civile e rieducativa della pena che ha contribuito ad una migliore qualità dell’isola stessa”, come spiega l’onorevole Silvia Velo. Altro elemento importante del progetto è la collaborazione tra ASA, Servizi Ambientali S.p.A, e il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano che ha consentito la realizzazione di un piccolo impianto di trattamento dell’acqua sperimentale di rete per l’erogazione di una fontanella collegata al sistema di approvvigionamento dell’acqua dell’Isola di Pianosa.
 L’acqua fornita dall’acquedotto verrà opportunamente trattata e filtrata, debatterizzata, declorata in modo da renderla potabile. La struttura, di piccole dimensioni, verrà installata in prossimità della Casa del Parco presente sull’isola di Pianosa. La scelta della localizzazione si è resa necessaria per motivi tecnici per permettere di poter utilizzare le utenze esistenti della struttura del Parco. Alla domanda : Le attività che partiranno a seguito del ripristino di questi edifici, verranno svolte solo dai detenuti in semilibertà o anche da figure esterne come le guide ambientali? Risponde Giampiero Sammuri, presidente del Parco Nazionale Arcipelago Toscano: “Noi utilizziamo molto la manodopera penitenziaria per tutta una serie di lavori che possono fare e che hanno fatto, riguardanti la manutenzione ed il recupero. E’ chiaro invece che l’incoming e l’accompagnamento verrà sempre svolto da guide specializzate. Recentemente è stato fatto proprio un corso per guide parco”.
Per quanto riguarda invece l’importante tema della tutela Sammuri ci spiega: “Non è consentito e non sarà consentito ormeggiare. Pur ricevendo nell’arco dell’anno varie richieste, questa possibilità viene sempre negata. Esiste un vettore quotidiano che parte da Campo nell’Elba ed è quello che rimarrà per il trasferimento dei turisti sull’isola. Un divieto che rende però unico questo posto, salvaguardandolo e proteggendolo”. Anche Silvia Velo conferma “l’area è soggetta a vincolo sia terrestre sia a mare ed esiste un sistema di controllo e sorveglianza che ci consente di sanzionare chi non rispetta i divieti. Questo rimarrà tale anche se penseremo – conclude la Velo - alla creazione di un’area marina protetta”.

Barbara Noferi 
 

Indietro martedì 14 marzo 2017 @ 10:36 © Riproduzione riservata

Video allegato: Pianosa, Conferenza Stampa sui Nuovi intervernti.

Velo''Complicato intervenire ma l'isola ha molte potenzialità, partiremo dalla villa dell'agronomo ''

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