La stagione estiva sembra già un successo, ecco perché

Lettera firmata

L'intervento

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Una veduta aerea dell'Elba

Voci che si rincorrono sembrano avvalorare che la prossima stagione turistica sia un successo. Facciamo gli scongiuri perché siamo agli esordi. Ma se così fosse occorre proporsi da subito qualche domanda.

Per esempio perchè viene scelta l'Isola d'Elba come meta turistica ?
1. Ci scelgono per la qualità dell’ambiente?
2. Vengono qua per la qualità dell’offerta turistica, delle strutture ricettive?
3. Ci scelgono per i prezzi?
4. Vengono all’Elba perché oltre un mare bellissimo ci sono altri servizi?
5. Arrivano perché siamo facilmente accessibili?
Possiamo anche provare qualche risposta, premesso che vorremmo provocare alcune  riflessioni serie che auspichiamo arrivino.
1) La qualità dell’ambiente è fuori discussione, per grazia ricevuta e per quello che riusciamo a fare con il parco naturale e non solo. Eppure possiamo fare di più e meglio con la raccolta differenziata, per la tutela dei beni culturali e monumentali, del patrimonio naturalistico se non sconfiniamo nell’integralismo anche con discutibili, quantomeno, gestioni come nel caso di Montecristo.
2) La qualità delle strutture ricettive può essere migliorata,  anche se si vorrebbe far passare il messaggio che  non è così ed è colpa dell’Associazione Albergatori. Ma se non è vero che si può generalizzare è vero che ci saranno punti di crisi, scarsa propensione all’investimento da parte di alcuni e di converso normative che scoraggiano anche quando, avviene per conseguenza del piano paesaggistico regionale, non si vuole aumentare la ricettività, ma semplicemente adeguare e rinnovare le strutture a standard attuali per stare vincenti nel mercato globale. Ma si potrebbe anche cercare di riflettere sulla qualità complessiva di altri servizi come la ristorazione. Non avere “stelle” qualcosa infatti ci deve far pensare.
3) I prezzi sull’isola sono sempre stati superiori rispetto ad altre località. L’insularità costa di più almeno per logistica, come costano alcune nostre mancanze, ad esempio quella di una discarica. Tuttavia se ci amano è evidente che i prezzi più alti sono un limite relativo alla penetrazione su i mercati, mentre certamente vale la pena scandagliare e valutare il rapporto qualità – prezzo dei servizi se chi offrono.
4) Servizi complementari per il turismo ce ne sono pochi. Il golf a 18 buche per esempio sarebbe utile, ma non lo si può ridurre ad un ruolo complementare di nuove case da costruire e vendere. Un parco giochi per i bambini e gli adolescenti, certamente non grande come gardaland, è una carenza che forse vale anche e tanto fuori stagione. Di beni culturali ce ne sono tanti, ma manca una rete di promozione e vendita, una vendita dinamica moderna che abbini la fruizione culturale al “loisir”. Sia questo il bar, la champagneria, l’angolo delle chiacchere o della musica. La spettacolazione non va fatta in modo concorrenziale tra i diversi territorio, ma per il territorio, utilizzando le specificità e potenzialità di ciascuno con uno scadenzario coordinato.
5) L’accessibilità è ancora solo marittima. La disputa tra le compagnie è questione di mercato. Dobbiamo ringraziare chi fa servizi tutto l’anno e invitare gli altri a farsi carico anch’essi delle esigenze del fuori stagione perché è troppo facile fare bottino quando “cola il grasso” e non rispettare la comunità che quel grasso contribuisce a colarlo. Rimane il nodo dell’aeroporto. Se il prossimo inverno vedremo allungata la pista saremo contenti, ma se il sistema aeroportuale regionale, lo scrive l’ente nella sua presentazione alla BIT, è fatto di Firenze, Pisa, Siena e Grosseto, si va poco lontani, non si va nel futuro. La regione è proprietari dell’aeroporto, ci crede? Vuole una compartecipazione del territorio (enti e/o privati) lo dica, li impegni in un accordo di programma, ma usciamo dalle sabbie mobili che ci accompagnano da tempo.
Allora discutiamone, senza acredine e pregiudizi, perché nessuno ha le soluzioni pronte per tutto, perché tutti possiamo avere delle buone idee. Ma stando al concreto e accantonando l’ascia di guerra che qualcuno ama brandire.

P.P.
 

Indietro mercoledì 19 aprile 2017 @ 11:23 © Riproduzione riservata

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