Terme di Cavo, molte le cose di cui essere "sconcertati"

Lettera firmata

L'intervento

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​Terme a Cala Seregola, secondo Legambiente Arcipelago Toscano: "Scelta sbagliata di un turismo superato e neocoloniale".
Fermo restando che ognuno è libero di pensarla come crede, sarebbe interessante conoscere quale è il turismo superato e neocoloniale.
Se il nuovo modello è la valorizzazione dell'archeologia industriale, invero non un granché nel caso di Cala Seregola, non vediamo risorse endogene per una soluzione endogena, quindi non neocoloniale. Fatto salvo che invece ci sia una soluzione da attuarsi a carico dello Stato, ovvero col neocolonialismo di Stato (che non è stato poi molto fecondo dall'acciaieria alla cassa per il mezzogiorno).
Legambiente dimentica che governare è l'arte del possibile, quindi il problema non è il neocolonialismo, ma chi ci mette i soldi per valorizzare, quanta occupazione crea, quale indotto si attiva.
Se Cala Sereggola è archeologia industriale da valorizzare, si può fare le terme alle Paffe, un sito di cava dismesso ed abbandonato da anni, magari chiedendo a chi fa le terme un contributo straordinario per la valorizzazione? Oppure l'obiettivo è semplicemente non fare e riconsegnare ad una natura disorganizzata, perchè le filiere naturali sono state interrotte almeno a partire da 2000 anni, interi territori per il godimento, se riusciranno ad entrare nei meandri dell'abbandono, dei turisti naturalisti?
Come va a vantaggio della comunità la risorsa termale se non utilizzata, la distribuiamo con l'acquedotto nelle case dei riesi a cui forniamo anche la vasca per idromassaggio?
Se Legambiente ritiene sconcertante che il sindaco e la giunta Regionale stiano tentando di dettare tempi e modi di una variante al Piano del Parco al Direttivo del Parco Nazionale che, a differenza di quanto crede il sindaco, è l’unico vero organismo di governo titolato a discutere e approvare una modifica al Piano del Parco, sovraordinato al Piano Strutturale del comune di Rio Marina e alla stessa normativa regionale, ci domandiamo, si può essere parimenti sconcertati per un parco che a malapena ha un piano territoriale che penalizza l'agricoltura? Si può essere sconcertati per un parco che non ha regolamento di gestione? Si può essere sconcertati per un parco che spende migliaia di euro per il ratto di Montecristo e fa di quell'isola una riserva per privati accessi e altrettanto misteriosa foresteria, lascia andare in malora Pianosa, si può essere sconcertati per un parco governato da ambientalisti per loro maggiore gloria senza ricadute sul territorio?
Oppure la ricaduta era il bollino di qualità ecologica di Legambiente agli alberghi che in tempi non lontani si voleva far prevalere sulle certificazioni di qualità ambientale "emas" o "iso"?
Infine, a prescindere dalla mobilitazione già dichiarata e dall'intenzione di procedere con i blocchi stradali (diteci dove così possiamo evitarli), speriamo che arrivino queste "proposte alternative che andrebbero tutte a vantaggio della comunità cavese", ma vogliamo anche sapere chi fa cosa, chi paga cosa; altrimenti è bene essere chiari: per quanto sia legittimo dissentire, non è più sopportabile concionare senza produrre qualcosa di credibile e indipendente da risorse pubbliche che non ci sono.
Scettici aspettiamo. 

Indietro mercoledì 19 aprile 2017 @ 14:15 © Riproduzione riservata

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