Morsi di vipera, ecco come ci si deve comportare

Un vademecum su cosa fare ma soprattutto cosa non fare in questi casi

L'approfondimento

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vipera aspis (foto youtube)

Il caso di un anziano elbano morso da una vipera ha riportato all'attenzione un fenomeno che, per quanto raro, ha in questo periodo dell'anno la sua particolare stagionalità.

E' difficile trovare  - fa notare il sito internet trekking.it - statistiche attendibili a livello nazionale, ma in effetti non sono davvero frequenti episodi di questo genere. A questo  va aggiunto che non sempre al morso di vipera corrisponde l’inoculazione del veleno e che, anche quando ciò avviene, l’avvelenamento raramente ha esiti mortali.

Inoltre non tutti i morsi sono da attribuire alle vipere: può capitare di essere morsi anche da altri rettili non velenosi e, purtroppo, non è facile dai segni lasciati riuscire a individuare immediatamente di che tipo di serpente si trattasse. L’avvelenamento da morso di vipera porta comunque con sé alcuni sintomi caratteristici:

Dolore intenso nella zona colpita, accompagnato da gonfiore ed emorragia a chiazze dopo circa 10 minuti dal morso, con crampi più o meno forti.
Dopo un tempo compreso fra i 30 minuti e l’ora, si possono manifestare vertigini, calo della temperatura, mal di testa, cali di pressione, tachicardia, diarrea, vomito e difficoltà respiratorie.
In attesa dell’intervento medico l’unica cosa da fare è immobilizzare l’arto colpito e tranquillizzare il paziente.
Ciò premesso ecco qualche consiglio su cosa fare e come proteggersi dai morsi di vipera.

Cosa fare

In caso di morso di vipera, accertato o anche solo sospetto la prima cosa da fare è contattare il 118, in modo da trasportare il paziente presso una struttura ospedaliera, dove potrà essere tenuto in osservazione e sottoposto alle eventuali cure necessarie.

Rimuovere anelli e bracciali prima che il gonfiore della zona colpita ne renda difficile l’asportazione.

Nell’attesa dell’intervento medico è essenziale mantenere il più possibile la tranquillità, in quanto uno stato di agitazione causa l’accelerazione del battito cardiaco e quindi una più rapida diffusione del veleno.

Altro intervento consigliato è il lavaggio abbondante della ferita con acqua ossigenata, permanganato di potassio o con acqua semplice. Questa operazione favorisce l’eliminazione parziale del veleno, che è idrosolubile. Da evitare invece le disinfezioni con alcool o sostanze alcoliche, in quanto il veleno della vipera a contatto con alcool può condurre alla formazione di composti tossici.

Molto utile è fasciare tutto l’arto colpito con una garza (compresa l’area sottostante il morso), applicando una discreta pressione e, possibilmente, immobilizzare l’arto con una stecca. Si tratta di operazioni che richiedono una certa perizia ma che, se correttamente eseguite, contribuiscono ad un effetto di vasocostrizione che rallenta la diffusione del veleno.

Cosa NON fare

Sono da evitare le manovre da “manuale di sopravvivenza” tipo incidere la ferita, succhiare il veleno, stringere l’arto con la cinghia, ecc.

Si tratta di interventi che, se praticati da persone non esperte, risultano inefficaci o addirittura dannose, favorendo la diffusione del veleno.

Anche il celebre siero antivipera non è assolutamente da prendere in considerazione: si tratta di un medicinale molto potente e potenzialmente pericoloso, che deve essere utilizzato solo da personale medico esperto.

I rischi derivanti da un utilizzo errato del siero sono concreti e decisamente elevati: la somministrazione del siero in ambiente extra-ospedaliero potrebbe indurre nel paziente uno shock anafilattico senza che sussistano le condizioni necessarie per porre in atto un adeguato intervento medico.

Secondo i manuali di primo soccorso della Croce Rossa Italiana è più alta la mortalità per shock anafilattico da uso di siero antivipera (superiore al 3%) che non la mortalità da morso di vipera (1-2% in Italia).

Come “prevenire” i morsi di vipera

Per prima cosa, indipendentemente dalla presenza o meno delle vipere, importante andarsene in giro per i luoghi impervi con le attrezzature adeguate: scarponi (meglio se alti alla caviglia) calze e calzoni lunghi. Già questi indumenti possono essere un buono scudo in caso di morso.

È importante anche imparare a guardarsi in giro e capire dove siamo: è probabile che su una pietraia in una calda giornata di sole non è improbabile incontrare qualche rettile che si gode il tepore. Quindi sempre attenzione a dove si mettono le mani , a dove ci si siede e a non sollevare pietre sotto le quali potrebbe essersi rifugiato il serpente .

Indietro mercoledì 17 maggio 2017 @ 13:41 © Riproduzione riservata

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