Una petizione per salvare i mufloni dell'Isola d'Elba

A lanciarla il Coordinamento Associazioni Animaliste Regione Toscana

Il caso

Condividi
Una petizione per salvare i Mufloni dell'Isola

Il CAART ha lanciato una petizione contro l’abbattimento dei mufloni dell'Isola d'Elba .  “Chiediamo rispetto per vita e soluzioni incruente”. Una serie di e- mail, giunte in redazione, chiedono un ripensamento a quello che nell'ultima settimana è diventato l'argomento principale delle cronache locali e non solo. Dell'argomento infatti,  si comincia anche ad interessare la stampa nazionale, raggiunta dalle stesse note arrivate  alle redazioni locali.  “Siamo tutti alloctoni, I mufloni sono alloctoni da oltre 40 anni e solo ora vi disturbano?“. Così si legge nel   comunicato che un gruppo di cittadini non solo toscani uniti sotto la petizione del CAART (Coordinamento Associazioni Animaliste Regione Toscana) hanno sottoscritto contro quella che viene definita “l’eradicazione di mufloni” .  La motivazione sarebbe da ricercare nel pascolo “eccessivo” e nel suo impatto “sia sulle giovani piante di leccio che su altre essenze della vegetazione forestale e di macchia” tipiche di quell’ambiente e che ne fanno meta di turismo oltre a provocare, secondo l’Ente Parco : “evidenti danneggiamenti al sistema agricolo, alle pertinenze delle strutture residenziali e alla circolazione stradale, con forti ripercussioni in ambito socio-economico”. Una decisione a cui la petizione si oppone con forza: “significa che le piante di leccio e l’insalata hanno maggior diritto alla vita di un mammifero” afferma il coordinamento in una nota sottolineando il valore degli animali per la biodiversità dell’ecosistema. “I mufloni annettono all’arcipelago toscano una nota di bellezza e di esotismo che altrimenti mancherebbe.- continuano – I turisti si meravigliano, fotografano, sospettano che anche in Italia la Natura esista!”. Una richiesta che sarebbe sostenuta “da norme ad hoc che tutti dovremmo considerare illegali, come la legge obiettivo toscana n. 10/2016 che viola l’art. 117s della Costituzione e che, nel nostro Paese da parte di un parco sono molte persone alloctone in Italia ma non per questo le sterminiamo” e che non tiene conto dell’ “l’art. 13 del Trattato di Lisbona dell’Unione Europea che definisce gli animali esseri senzienti (sentono, allevano i cuccioli, li educano, li nutrono, li proteggono, soffrono come noi, avvertono la paura come noi, temono la morte come noi)” continuano in una nota. I sottoscritti firmatari, dunque, chiedono che l’ordinanza di abbattimento sia annullata e vengano applicate “soluzioni incruente, come il rilascio di mangimi sterilizzanti o adeguate recinzioni” dato che “è assolutamente ingiusto e non etico uccidere degli animali, qualsiasi sia il problema, reale o presunto, che essi causino” e che “questi animali in particolare non hanno mai fatto del male a nessuno”.


 

Indietro mercoledì 17 maggio 2017 @ 09:06 © Riproduzione riservata

Commenta l'articolo

Attenzione: i commenti sono soggetti a moderazione. Un moderatore deve approvare il commento inserito prima che esso venga visualizzato.

blog comments powered by Disqus