Il muro della “Chiusa” ripristinato grazie alla proprietà

Il crollo frutto dell’erosione costiera. La Regione però non deve tergiversare

Editoriale

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Il tratto del muro ripristinato

Come si vede dalla fotografia a corredo dell’articolo, il muro della “Chiusa” è stato ripristinato.  Rendiamo merito alla proprietà della fattoria che ha prontamente e con un risultato anche paesaggisticamente positivo, provveduto a ripristinare la porzione di muro che era crollata. Come noto il problema è nato e continua ad essere, l’erosione costiera che nel tempo lentamente ed inesorabilmente ha sottratto materiali nella porzione di mare antistante, materiali che, siamo certi, il Comune cercherà di ricondurre (anche se l’operazione sarà un semplice sollievo) collocandoli nella stessa unità fisiografica.  Certamente la zona è tra quelle in maggior sofferenza, tanto che l’amministrazione comunale, l’ha individuata come ambito prioritario d’intervento. A repentaglio (purtroppo) sono anche altri beni culturali, citiamo ad esempio il tratto che va dal promontorio delle Grotte fino a San Giovanni.  Ora, se dobbiamo ringraziare la proprietà della Fattoria della Chiusa, non possiamo esimerci a sollecitare la Regione Toscana perché non tergiversi. Si dirà, sono tante le situazioni di crisi lungo il litorale toscano, ma qui sono in gioco beni culturali e paesaggio, quel paesaggio che il Presidente Enrico Rossi, indica come punto di forza e come punto politico della nuova forza politica che ha contribuito a costituire e vuole far affermare. Allora, diciamo che ci attendiamo un impegno vero tenuto conto che il Comune ha inviato una progettazione preliminare/definitiva che riguarda tutta la costa di competenza individuando zone di maggior crisi e quindi priorità d’intervento. Altrettanto crediamo si possa sollecitare il Governo che ha attiva una specifica unità di missione a Palazzo Chigi di assumere il tema e problema della costa di Portoferraio come un obiettivo prioritario d’intervento. Se ognuno fa la sua parte possiamo farcela, vediamo se ci riusciamo, fermo restando che ad oggi sono stati i privati ad agire con quel poco di supporto che il Comune poteva garantire dato atto della scarsità di risorse e dei tanti limiti di spesa a cui gli enti locali debbono sottostare 

Indietro venerdì 19 maggio 2017 @ 14:18 © Riproduzione riservata

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