Promozione economica e turistica: via al piano 2018

Il presidente Anselmi: “Per le aree di crisi procedure non ordinarie”

In regione

Condividi

 Il piano della promozione economica e turistica per il 2018 supera l’esame della commissione Sviluppo economico, presieduta da Gianni Anselmi (Pd), che esprime parere favorevole a maggioranza. I consiglieri di Lega Nord si sono astenuti.
Il piano può contare su risorse complessive pari a 4milioni e 697mila 918 euro. Alla promozione economica rivolta al settore agroalimentare sono destinati 559mila 820 euro, mentre a quelli manifatturieri 364mila 800. La promozione turistica può contare su oltre 3milioni e 423mila euro, mentre 350mila saranno utilizzati per attrarre investimenti. L’obbiettivo generale è quello di consolidare la reputazione della Toscana in tutti i settori, mantenendo le posizioni conquistate e cercando di fare qualche passo in avanti dove siamo rimasti al palo. Questo si traduce in una spinta all’export dei prodotti, sia agroalimentari che manifatturieri, ed uno sforzo per attrarre flussi di turisti e di investimenti dall’estero. Per il manifatturiero gli assi strategici sono l’internazionalizzazione del sistema produttivo ed una forte spinta al trasferimento tecnologico, aprendo delle riflessioni sulle strategie e sulle filiere produttive e con un confronto costante con tutti i soggetti a contatto con le imprese. Tra le schede progetto, segnaliamo quella sulla promozione dei settori tradizionali dello stile di vita toscano (casa, nautica, moda) mirata ai paesi dell’Unione europea, gli Stati Uniti, i paesi dell’ex Unione Sovietica e Medio ed Estremo Oriente. L’iniziativa Toscana Tech ha cercato di informare i piccoli imprenditori su progetti di ricerca, innovazione e sviluppo che hanno avuto una ricaduta positiva sul sistema produttivo.
Sull’Industria 4.0 si punta ad informare le imprese su tutte le opportunità per l’innovazione, sempre con l’occhio rivolto ai mercati di destinazione. Sulle aree di crisi industriale, si cerca di affiancare tutte le iniziative di promozione agli obbiettivi dei piani generali di rilancio. Sul settore dell’artigianato artistico e tradizionale si punta essenzialmente alla comunicazione, ma anche ad iniziative di ‘matching’ e di scambio con altre realtà. Infine quel pacchetto di azioni promosse da Toscana Promozione per l’immagine complessiva della Regione.
Nell’agroalimentare, si punta essenzialmente a promuovere la nostra produzione certificata nei mercati ancora da conquistare. Una scheda progetto è dedicata al vino, dove alla promozione della qualità dei nostri prodotti si affianca la formazione degli operatori. Analoghe scelte sono fatte per il settore florovivaistico. Il turismo è un settore strategico per la Toscana e rappresenta oltre il 6 per cento del Pil regionale con il 10 per cento dei lavoratori impiegati. A fronte di un trend positivo (+6% gli arrivi nel 2016 e buone prospettive per l’anno in corso) si punta a fare in modo che l’offerta sia all’altezza di questa domanda. In particolare si punta a far scegliere la Toscana per i suoi prodotti, la motivazione del viaggio, la valorizzazione del territorio. Si è aperta inoltre una riflessione sul turismo digitale. È lungo queste linee che sono articolate le schede specifiche di progetto. Per attrarre investimenti nella nostra regione si punta a presidiare i mercati dell’Europa occidentale, Nord America e Giappone, con un monitoraggio su quelli emergenti, come India e Cina, privilegiando il settore manifatturiero, del made in Tuscany, la logistica, il real estate, privilegiando la ricerca diretta.
“Fare promozione su settori che in questo momento sono non competitivi, rischia di farci investire molti soldi con scarsi risultati ha osservato – ha rilevato Roberto Salvini (Lega nord) – Viceversa, puntare su settori che già realizzano uno o due punti percentuali di crescita, significa che abbiamo prodotti competitivi sul mercato e bisogna investire lì”.
Il consigliere Simone Bezzini (Pd) ha sottolineato le potenzialità del settore del camper, di cui siamo tra i maggiori produttori in Europa, con rafforzamento degli stabilimenti produttivi in Toscana. A suo parere, inoltre, per affrontare adeguatamente i problemi del termalismo occorre affiancare alle vicende societarie una specifica azione promozionale. Infine ha ricordato che tra le aree di crisi c’è anche l’Amiata senese. L’agricoltura biologica è stata al centro dei chiarimenti richiesti da Monica Pecori (gruppo misto/Tpt).
Il presidente Gianni Anselmi, nel suo intervento di chiusura, si è soffermato sulle aree di crisi, che a suo parere hanno bisogno di investimenti. “Ci sono porzioni rilevanti del territorio regionale in evidenti difficoltà. Occorrono procedure non ordinarie – ha affermato – Una situazione fuori dall’ordinario richiede misure non ordinarie – Dobbiamo sviluppare l’idea di una progettazione locale degli interventi, che non possono essere lasciati alla estemporaneità del bravo sindaco o del singolo funzionario. Occorre una cooperazione istituzionale. I territori devono lavorare insieme, Non basta un’impresa che vince un bando 4.0. Occorre un contesto”. “Il punto vero è la qualità dei contratti di lavoro che otteniamo sul territorio – ha concluso – Possiamo produrre un ottimo prodotto giuridico-amministrativo, ma se non produce un posto di lavoro sul territorio abbiamo fallito”.


 

Indietro venerdì 14 luglio 2017 @ 13:15 © Riproduzione riservata

Commenta l'articolo

Attenzione: i commenti sono soggetti a moderazione. Un moderatore deve approvare il commento inserito prima che esso venga visualizzato.

blog comments powered by Disqus