Stagione turistica, si cominciano a tirare le somme

Intervista a Marino Garfagnoli, presidente di Assoviaggi Elba

Resoconto

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Marino Garfagnoli durante un'intervista


Siamo quasi alla fine della stagione turistica ed anche se la storia recente ci dice che il risultato degli arrivi di settembre non è mai banale, possiamo già cominciare a tirare qualche somma . Parliamo di questo e di turismo in generale con Marino Garfagnoli, titolare dell’ Agenzia viaggi il Genio del Bosco di Portoferraio e Presidente di Assoviaggi isola d’Elba.
 Presidente, i numeri forniti dalla Port Autority e dal Centro studi turistici sugli arrivi dei nostri ospiti fanno pensare ad un'altra stagione positiva.
- La discussione sui numeri e sulle percentuali non mi appassiona. Intendiamoci, i valori positivi sono sempre ben accetti ma non andrei a “vivisezionare” i dati disponibili al momento, anche perché va sottolineato, i dati di cui dovremmo tener conto non sono soltanto quelli degli imbarchi sui traghetti, ma soprattutto quelli che forniranno il numero delle presenze.
  Gli eventi internazionali, legati alle varie aree di crisi hanno avuto, come si dice in giro un ruolo importante in questi risultati ? – è difficile valutarne l’incidenza, ma è chiaro che situazioni di instabilità politica in paesi fino a ieri nostri concorrenti, il timore di atti terroristici, ma anche la minore capacità di spesa degli italiani e degli europei in generale, hanno determinato la riscoperta di luoghi di vacanza italiani, cioè vicini all’Europa , che ricordo è il nostro mercato di riferimento. E bisogna anche considerare che le destinazioni italiane, come appunto lo sono l’Elba e la costa toscana, che guarda caso ottiene in questi ultimi anni “performances” simili, nelle percentuali, a quelle della nostra isola, restano anche raggiungibili a costi accettabili. Ciò rappresenta un fattore favorevole di questi anni e dobbiamo essere in grado di sfruttarlo, non tanto per captare quanto piu’ possibile in termini di quantità, ma per darci un organizzazione del turismo migliore, per colmare quelle lacune che rendono la nostra principale industria ancora molto fragile e dipendente da fattori che non possiamo gestire (appunto dinamiche internazionali, clima, costo dei trasporti, ecc.)- .
Quale può essere il ruolo della promozione e del marketing territoriale in questo scenario? - Si tratta di un ruolo fondamentale, l’ investimento in questo senso non può essere mai considerato eccessivo. Quello che lamentiamo, come Assoviaggi e che abbiamo piu’ volte sottolineato è che il lavoro di promozione va potenziato e monitorato ed occorre investire una parte delle risorse per effettuare lo studio di valutazione degli obiettivi raggiunti. Questo, insieme ad un serio monitoraggio delle aspettative e del gradimento della vacanza dei nostri turisti, sono valori di cui tener conto al fine di una efficace politica del turismo.
La promozione turistica si esercita su di una base che è costituita appunto dalle azioni di marketing territoriale e dalla gestione dei flussi turistici. In questo senso mancano una ulteriore qualificazione delle politiche regionali ed in generale azioni omogenee che coinvolgano l’intero arcipelago, sistema territoriale che integrandosi ai quei valori che ad esempio il Parco Nazionale esprime spontaneamente in ambito turistico (turismo outdoor, turismo naturalistico, escursionistico e culturale), esprimerebbe al meglio le proprie potenzialità. Qui il sistema Elba + Arcipelago mostra dei limiti, sia in termini di infrastrutture connesse all’accoglienza turistica (trasporto marittimo, aereoporto, strutture ricettive, ecc.), che per ciò che attiene alla valorizzazione e all’uso attento e intelligente delle risorse naturali e culturali.
La risorsa finanziaria principale a sostegno del nostro turismo, se si eccettua quanto eventualmente investito a livello Regionale , proviene dalla famosa Tassa di sbarco. Che cosa pensano gli operatori turistici dell’uso che viene fatto di questa importante fonte di finanziamento?
- Le risorse derivate dalla tassa di sbarco devono essere investite, oltreché in promozione, per migliorare le infrastrutture, i servizi ed aumentare la qualità della vacanza, in estrema sintesi quello che viene detto "prodotto Elba", in questo senso si può fare anche qualcosa in meno nell’ambito dell’intrattenimento che spesso diventa solo una corsa, tra i vari Comuni, a “rubarsi” i turisti . Che senso ha, per esempio, organizzare due costosi eventi nello stesso giorno, in comuni diversi? L’investimento piu’ importante per il nostro territorio è quello di rendere l’ospite soddisfatto del proprio soggiorno all’Elba e questo lo si può fare anzitutto se si conoscono “in modalità sistematica” quali sono le sue aspettative. Quello a cui dobbiamo puntare è lo sviluppo qualitativo perché è quello che consente ad un territorio turistico di durare, anche economicamente, negli anni a venire. Dopodiché i numeri stagionali e la crescita possono essere visti con occhi diversi e meno preoccupati - .
Il turismo è un argomento più complesso di quanto possa apparire e non ci possono essere ricette valide per tutte le stagioni , nel senso che ogni azione va vista, programmata e monitorata in relazione al momento, all’andamento dei mercati, ai target di riferimento, alle caratteristiche del proprio territorio , ma potendo dare delle “chiavi “ o degli slogan, su cui puntare, che tipo di consiglio darebbe alle Istituzioni interessate?
- Per poter ottenere risultati positivi sarebbe necessario fare piu’ sistema, come si dice ormai da moltissimi anni, al fine di predisporre un piano organico di azioni e di interventi concreti inserito in un programma strategico. In assenza di ciò rispetto alle sfide a cui il trend del turismo ci chiama risulteremo inevitabilmente deficitari.
Inoltre l’isola ha bisogno di ritrovare un’identità forte, legata alla propria storia ed alle proprie peculiarità , e questa identità va perseguita nelle politiche locali, traducendola in azioni precise e programmate. Gli investimenti e le scelte di ogni singolo Comune devono armonizzarsi con l’identità e con la promozione che sviluppiamo all’esterno. La Gestione associata per il turismo, intesa come unione dei Comuni per le politiche turistiche, è il “luogo” ed il “soggetto” , seppure bisognoso di qualche piccola riforma, adeguato a coordinare questo tipo di politica (qui serve però far partecipare le associazioni di categoria quantomeno alle scelte di indirizzo).
Vi è anche la sensazione che alcuni segmenti turistici non siano esplorati adeguatamente. Gli indici nazionali restituiscono ad esempio dati molto interessanti su settori legati al turismo culturale, all’agriturismo ed al cicloturismo, tutti in crescita, ma sul nostro territorio sembra vi sia un’ attenzione ad essi piuttosto limitata. Servirebbe invece una politica in grado di informare gli operatori sui bisogni di questo tipo di turismo e di dare supporto con programmi ed investimenti (sia in senso promozionale che infrastrutturale).
Altri aspetti sui quali potremmo lavorare sono l’istituzione di una Unità di gestione dell’emergenza (una sorta di unità di crisi ovviamente legata alle dinamiche turistiche e che possa essere di supporto in caso di calamità naturali e problemi come siccità, incendi o piu’ semplicemente problemi legati alla tratta marina (basti pensare a cosa può succedere se per qualche motivo ,magari legato al maltempo , venissero a mancare i trasporti in giornate di massima affluenza ai porti) ed un ufficio stampa più puntuale (notizie come quella della tartaruga a Marina di Campo vanno utilizzate meglio). Farei infine un appello al mondo delle imprese, soprattutto a quelle che operano nel campo del turismo, come strutture ricettive , ristoranti, agenzie di intermediazione, ecc. Occorre credere nelle proprie possibilità ed investire di più nelle proprie aziende e nella formazione. Anche se questo in parte già avviene, il territorio può e deve fare qualcosa in più ed in questo gli istituti di credito devono dare il necessario supporto - .
 

Indietro lunedì 11 settembre 2017 @ 23:14 © Riproduzione riservata

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