"La bufala dell'orca e vedere per forza ciò che non c'è"

di Giacinto Mosso

l'intervento

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La foto dell'orca

Tutti ricordiamo il caso delle false teste di Modì e del fatto che la signora Vera Durbè, al tempo direttrice del Museo Progressivo di Arte Contemporanea di Livorno, vide, o meglio volle vedere, in quei paracarri incisi col martellino pneumatico da tre ragazzi livornesi, dei capolavori di Amedeo Modigliani, e del fatto che, qualche giorno dopo, con tipico spirito labronico, su un muro, qualcuno rappresentò un membro virile con un enorme glande, sotto cui appose la scritta: "Vera Durbè, questa, che testa è?" Orbene e con le dovute proporzioni, oggi qualcuno ha visto, o voluto vedere, in una sfocata foto, lo spettacolare salto di un'orca al largo dell'isola di Capraia. Prima osservazione: l'oggetto non ben identificato appare troppo piccolo in proporzione alle onde del mare e alla lontana imbarcazione che si staglia sullo sfondo. Seconda osservazione: la macchia bianca retrooculare appare in una posizione anomala, la pinna dorsale è troppo corta e stranamente arcuata e nella sagoma è presente un'angolatura dorsale che non sembra essere naturale. Terza e ultima osservazione: io non sono un biologo marino, ma come si fa a non vedere, o meglio, a non voler vedere, a fianco della sagoma bianconera, presumibilmente di plastica, la presenza di sei o sette teste di burloni che agitano l'acqua, il braccio di uno dei quali è perfino sul muso dell' "orca" nel tentativo di piegarlo verso il basso!!! Trattasi di un fatto senza dubbio epocale, sì, ma per la presa di culo. Complimenti comunque al sig. Wolf-Dieter Stucken per essere riuscito a cogliere l'istante "topico" del salto e per la riuscita coreografia.

Indietro mercoledì 13 settembre 2017 @ 12:22 © Riproduzione riservata

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