La risposta del comitato per la difesa di Lido e Mola

di Italo Sapere

la replica

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In risposta alla lettera inviata dal Signor Paolo Patretti e integralmente  pubblicata da questo giornale, riceviamo la replica del comitato per la difesa di Lido e Mola.

Buona sera, sig. Paolo, è vero non è il lavaggio dei filtri, che viene fatto con sostanze chimiche, ma quello delle membrane (pag. 144 del B.U.R. Decreto della Giunta Regionale n. 4515 del 13.04.2017).
Non che cambi molto!
Secondo noi prima di spendere i nostri soldi con impianti faraonici, per risolvere la crisi idrica dell'isola, bisognerebbe revisionare e sostituire molte delle tubazioni che per stima della stessa ASA perdono per strada circa il 40 % dell'acqua. Il dissalatore risolverebbe ben poco per il semplice fatto che manca una grande serbatoio (o tanti piccoli) di accumulo che potrebbe/ero intercettare l'acqua piovana senza che finisca in mare.
Comunque stia tranquillo, nonostante quello che lei definisce "egoismo" questo "primo" dissalatore sarà solo il primo di due gemelli che saranno costruiti all'Elba, perciò il prossimo potrebbe capitare anche nel suo giardino. Si legga sempre lo stesso B.U.R. a pag. 108 colonna sinistra.
A proposito di discariche, gli abitanti di Lido e di Mola hanno già dato. La invito a passare sulla provinciale 26 in prossimità del ristorante La Mangiatoia verso le 6/7 di sera, potrà assaporare di persona gli effluvi dell'impianto comprensoriale per il trattamento dei rifiuti.
Il silenzio dell'altra parte non è solo di ora, ma è partito da lontano: è quello che ha permesso all'iter di questo progetto di arrivare in tempi straordinariamente rapidi, senza che nessuno ne sapesse niente allo stato attuale.
Cordialmente
*il presidente del comitato per la difesa di Lido e Mola
Italo Sapere  

Indietro domenica 1 ottobre 2017 @ 21:08 © Riproduzione riservata

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