Dissalatore, tante chiacchiere e zero fatti ecco le domande

di Paolo Patretti

L'analisi

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Il laghetto del condotto destinato ad invaso?

L'intervento del presidente di ASA ha scatenato una ridda di interventi. E' spontaneo chiedersi se il Presidente ha compreso in quale contesto opera all'isola d'Elba o no. Cioè, il suo intervento, è stato strumentale per capire gli schieramenti oppure era ingenua espressione di pensiero? Se è ricorso il primo caso va bene, qualcosa avrà cominciato a capire. Se è ricorso il secondo caso , diciamo così: beata ingenuità! Ma come ad essere ingenua una azienda che a suo tempo ha fatto fuoco e fiamme per acquisire il servizio senza sapere cosa prendeva? Erano note le motivazioni di allora, e l'attuale Presidente non c'era, sono chiare le condizioni di oggi. La rete faceva e in parte fa acqua ancora, la condotta sottomarina era già vecchia e lo è di più oggi. Perchè meravigliarsi allora? la meraviglia casomai è degli elbani che hanno visto passare gli anni senza progettualità, senza soluzioni. Forse non era solo colpa dell'azienda (la regione per anni ha osteggiato i dissalatori), ma oggi la realtà è questa e con questa si devono fare i conti.  II dissalatore ci vuole e va spiegato perchè. Perchè per lunghi anni si è aspettato Godot, sotto il capanne, come in Val di Cornia sapendo che la condotta sottomarina era già vetusta, senza limitare i prelievi idrici da pozzi privati che si dice siano oltre 5000 sull'isola (qualcuno vuole chiarire in propostio? la regione ne sa qualcosa? oppure dobbiamo solo fare chiacchere?) Poi se qualche politico dice no si tratta di chiedergli quale soluzione alternativa ha. E non si tratta di problemi di localizzazione, ma di metri cubi di acqua da trovare per darla a cittadini e imprese, tenuto conto anche di un'altra cosa che qualche impresa, forse anche con beneficio economico va ricercando l'autonomia idrica. Che è un bene per certi aspetti, ma che per altri è un male perchè è un cliente in meno per l'azienda. Insomma quando la smetteranno tutti, di chiaccherare e passeranno alle analisi serie, documentate dei fatti da parte dell'azienda e della AIT l'Autorità idrica Toscana che sovrintende alla gestione della risorsa?:

- fabbisogno idrico

- disponibilità attuale di risorsa e quindi dei pozzi, della contabilizzazione dei prelievi, etc.

- stato delle infrastrutture esistenti o in cantiere (per esempio dove è finito il lago del condotto?) e dei relativi effetti

- progetti e costi per garantire la risorsa

oppure dobbiamo tutte le prossime estati parlare di emergenza, razionamento, corsa all'autonomia con il rischio concreto che il semplice cittadino debba avere l'acqua stop and go e per di più nera?

P.P.


 

Indietro martedì 10 ottobre 2017 @ 08:45 © Riproduzione riservata

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