Un nuovo “vecchio” piano strutturale a Campo nell'Elba

di Giancarlo Galli

L'intervento

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Giancarlo Galli

A seguito degli interventi succedutisi in questi giorni per l’argomento riguardante il Piano Strutturale del Comune di Campo nell’Elba, non possiamo che intervenire a conclusione di quanto è stato detto sulla stampa da parte dell’attuale capogruppo di maggioranza e successivamente da quanto scritto sia dal Segnini (ex sindaco desautorato dalla cittadinanza campese nel 2014) che dal Lambardi (ex Sincaco fatto decadere).
Non entriamo nel merito sulle polemiche che hanno caratterizzato lo scontro tra i due ex primi cittadini se non per dire che l’amministrazione Lambardi si è trovata in eredità un Piano strutturale con errori ed omissioni al quale ha dovuto necessariamente apportare delle integrazioni e modifiche anche sostanziali, perché la Regione potesse prenderlo in seria considerazione. Senza giustificare nessuno, ma per onor di cronaca e onestà intellettuale, sentiamo il dovere di rappresentare che quanto scritto e affermato dal Lambardi risponde a quanto accaduto in questi quasi quattro anni.
In merito poi all’affermazione del capogruppo di maggioranza, Danesi, vorrei ricordarle che non ci si deve mai prendere meriti di cui non si ha la paternità.
Secondo il nostro gruppo consiliare, non è stato per nulla sufficiente portare all’approvazione il Piano strutturale confezionato da altri e prendendosi il merito solo per aver incontrato un paio di volte funzionari della Regione Toscana. Non è così che funziona.
A scanso di equivoci e per senso di responsabilità verso l’elettorato, abbiamo sentito il dovere di astenerci e non votare contro ad un piano che di fatto non risolve alcun problema del nostro territorio, ma è molto limitativo, ci siamo sentiti in dovere di formulare, con le varie motivazioni che abbiamo consegnato in sede di seduta pubblica al Segretario comunale, e di cui vogliamo portare a conoscenza.
E’ altresì importante sottolineare che la nostra visione non è certo quella di aggredire selvaggiamente il territorio con edificazioni che non sarebbero né giustificate né supportate per carenze di servizi essenziali. Quindi niente edificabilità selvaggia, come nel passato, ma razionalizzazione del territorio e gestione oculata delle risorse.
Questo nostro intervento ha lo scopo di chiarire, ha chi non lo avesse chiaro, che la fretta è cattiva consigliera, e gestendo il bene pubblico sarebbe bene essere un minimo riflessivi ed avere quella democrazia partecipativa che ad alcuni manca.

Indietro mercoledì 29 novembre 2017 @ 18:46 © Riproduzione riservata

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