"Le promesse elettorali e la pillola del giorno dopo"

di Michele Mazzarri

L'intervento

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Michele Mazzarri

Andare a votare coscientemente significa mettere nelle mani di altri soggetti le nostre speranze e la nostra fiducia, cioè i nostri risparmi e i nostri redditi; queste attese furono drammaticamente deluse e certificate nell’autunno del 2011 quando l’Italia arrivò ad un centimetro dal baratro, con un PIL a – 2% e 500.000 nuovi disoccupati.
A meno di 60 giorni dal voto Nazionale stanno impazzendo le piu’ mirabolanti proposte elettorali.
Spesso tali proposte sono rivolte all’elettorato disposto a “tifoseria” e quindi nei confronti di chi risulta essere colto maggiormente dal lato emotivo e meno da quello razionale.
Volendo analizzare asetticamente le proposte scaturite in questi primi giorni di enunciazioni, traendo spunto da un articolo de “Il sole 24 ore”, ecco cosa si registra in quanto a costi:

Abolizione Legge Fornero ( 140 miliardi di €) – CDX
Flat Tax al 20% ( 80 miliardi di € ) – CDX
Pensioni minime a € 1000/mese ( 20 miliardi di €) – CDX
Reddito minimo a € 800/mese a tutti i disoccupati ( 20 miliardi di €) – M5S
Abolizione IRAP (15 miliardi di €) – CDX
Abolizione bollo auto (6 miliardi di €) – CDX
80 €/mese alle famiglie con figli (4 miliardi di € ) - PD
Abolizione canone RAI (1,6 miliardi di €) – PD
Abolizione tasse universitarie (1,5 miliardi di €) – LEU.

Sullo sfondo resta l’ipotesi uscita dall’euro (fomentata da alcuni) verso cui le stime piu’ benevole hanno calcolato un costo per l’Italia di non meno di € 80 miliardi all’anno.

Lasciando ai lettori la valutazione sulla consistenza di tali proposte, è bene altresì ricordare che alcune clausole di salvaguardia impongono per ogni anno finanziario di mettere da parte (in aggiunta all’ordinario) circa 20 miliardi di €, in particolare, per poter scongiurare l’aumento iva, in questi ultimi anni sempre faticosamente rinviato (eredità del periodo precedentemente ricordato).

L’unico commento che mi permetto di compiere è relativo all’aumento dell’assegno pensionistico (se mai avverrà !) e cioè lo stupore di coloro che avendo pagato contributi per 30 anni e percependo circa 1000/1100 €, si confronteranno verso coloro che non avranno versato alcunché o molto poco e vedranno balzare da 500/600 € a 1000 € la loro pensione; questa realtà sarà diametralmente similare verso chi potrebbe percepire il reddito di “cittadinanza” per starsene a casa!

Vi lascio con un aforisma a me caro….“Un vecchio trucco politico: se non riesci a convincerli, confondili”. (Harry S. Truman).
…..Ah dimenticavo, dopo l’eventuale voto “dannoso”…. non esiste la pillola del giorno dopo!

Michele MAZZARRI
 

Indietro venerdì 12 gennaio 2018 @ 18:57 © Riproduzione riservata

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