"Le mie considerazioni dopo l'intitolazione della piazza"

di Alberto Fratti

L'intervento

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Alberto Fratti in una foto di repertorio

In merito all’intitolazione della Piazzetta Giovanni Ageno, di cui sono stato assessore esterno per cinque anni, viste le numerose polemiche basate sul niente e certamente fuori luogo che hanno caratterizzato la stampa negli ultimi giorni, mi ero ripromesso di tacere. Eppure, dopo i gravi fatti accaduti, mi sento di condividere con tutti voi una breve considerazione. L’isola d’Elba è alla ribalta sulle principali testate per le sue bellezze naturalistiche che di anno in anno le consentono di incrementare l’afflusso turistico, ma nel 2004 tutti i giornali e i telegiornali non parlavano altro che del caso “Elbopoli”, un’oscena e fantasiosa montatura politica tesa all’eliminazione dalla scena politica ed imprenditoriale di alcune persone ben precise tra cui me con accuse gravissime come associazione per delinquere finalizzata all’abuso in atti d’ufficio, falso in atto pubblico, peculato, violenza privata. Ricordo quella mattina quando le forze dell’ordine all’alba fecero irruzione nelle nostre case per arrestare i “criminali” incuranti dello shock che avrebbero avuto i nostri familiari. Ricordo il senso di rispetto con cui i Carabinieri hanno perquisito i nostri effetti e i rapporti umani con la Polizia Penitenziaria che non mi ha mai trattato con disprezzo avendo compreso il nostro stato d’animo. Ricordo quando dopo settimane di detenzione mio figlio Andrea, che rimproverai, mi portò in carcere mia nipote di sei mesi e il dolore che provai quando mi raccontarono che le guardie le levarono il pannolino per controllare che non fosse introdotto qualcosa che fosse vietato. Ricordo il dolore lancinante delle famiglie distrutte. Ricordo la grande forza di tutte le persone coinvolte nei fatti del tempo. Ricordo infine quell’8 luglio quando il Giudice pronunciò la sentenza di assoluzione con formula piena perché il fatto non sussiste. Non posso certamente entrare nelle scelte di un’amministrazione, ma a fatto compiuto non posso che compiacermi per il gesto di pace avanzato dalla Giunta Ferrari che con questa intitolazione aveva teso una mano in segno di conciliazione. Inspiegabilmente però abbiamo assistito ad una vera insurrezione a mezzo stampa aggravata dalle contestazioni odierne degli anarchici venuti appositamente da ogni dove per pronunciare parole calunniose perfino durante l’Inno d’Italia. Io non sono iscritto ad alcun partito ma rispetto con tolleranza le idee di tutti perché tutti mi sono stati accanto durante quei nefasti momenti. Non tutte le scelte possono essere condivise, ma bisogna saper esprimere il proprio dissenso con senso civico. Proprio con lo stesso senso civico dimostrato dall’anarchico, giornalista, avvocato, poeta, scrittore e compositore Pietro Gori, al quale come ha ben precisato la Giunta di Portoferraio e l’On. Bosi non vuole essere fatto alcun torto e il cui monumento veglierà giorno e notte la neo piazzetta ad imperitura memoria dei gravi fatti compiuti in modo che le future generazioni non dimentichino, ma possano trarne qualche insegnamento per il miglioramento della nostra comunità. Quanto accaduto durante l’intitolazione mi fa pensare che coloro che hanno ordito quelle assurde trame per i propri tornaconti personali e politici proprio nelle sale e negli uffici antistanti Piazzetta Giovanni Ageno, ancora oggi non ne sono affatto pentiti.

Alberto Fratti
 

Indietro domenica 4 febbraio 2018 @ 18:42 © Riproduzione riservata

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