L'intervento:"Alcuni chiarimenti sul regolamento HACCP"

di Michele Mazzarri

Pubblica utilità

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L'A.D. Michele Mazzarri

Da Michele Mazzarri dirigente della società Iniziative di prevenzione riceviamo e pubblichiamo integralmente: Pensando di fare cosa gradita ai lettori di TENEWS, con la presente comunicazione di servizio, vorrei fare un po’ di chiarezza sugli obblighi, le limitazioni, le figure responsabili e l’impianto sanzionatorio che stanno dietro il cosiddetto Regolamento HACCP.
L'HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points, letteralmente «Analisi dei rischi e punti critici di controllo») è un sistema di autocontrollo igienico tendenzialmente predisposto a prevenire i pericoli di contaminazione alimentare. L’obiettivo principale dell’HACCP è garantire la sicurezza degli alimenti in tutte le fasi della catena alimentare, dalla produzione primaria alla distribuzione. Il regolamento CE 852/2004 stabilisce che tutte le aziende dei vari settori alimentari devono adottare il metodo HACCP (manuale di autocontrollo e formazione degli addetti).
Ogni Regione Italiana ha nel tempo implementato la propria normativa per l’HACCP; in Toscana vige il D.G.R.T. n° 559/08, il quale suddivide le aziende in base al settore alimentare di appartenenza:
- attività alimentari semplici (riguardano soprattutto il trasporto e la vendita di alimenti);
- attività alimentari complesse (riguardano essenzialmente la produzione e preparazione di alimenti).
Ogni azienda deve avere un responsabile dell’autocontrollo (sia per le attività semplici che complesse), ovvero, colui che si occupa di garantire che i processi produttivi svolti rispettino i principi HACCP e ciò quanto è previsto sul Piano di autocontrollo. Questa figura dovrà frequentare un corso della durata di 16 ore.
Anche gli operatori devono essere muniti di formazione circa il metodo HACCP, e cioè:
- addetti attività alimentari semplici, 8 ore (ad esempio, baristi, personale di sala, etc…);
- addetti attività alimentari complesse, 12 ore (ad esempio cuochi, pasticceri, gelatai, etc…).
I corsi possono essere istruiti da enti certificati (ad esempio Agenzie formative, scuole, etc..) oppure possono essere organizzati dal Responsabile dell’autocontrollo all’interno dell’azienda medesima.
I docenti autorizzati devono essere in possesso di una laurea in medicina, biologia, tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro ed altre affini e ben precisate.
Per quello che riguarda la formazione in e-learning, la Regione Toscana la prevede solo se:
- il contenuto dei corsi rispetta tutto quello che prevede il D.G.R.T. n° 559/08;
- è svolta in presenza del docente o del Responsabile HACCP dell’azienda. Al termine delle lezioni il test deve essere svolto e corretto insieme al docente o al responsabile HACCP.

Molto utile in questo senso può essere la lettura della Delibera della Regione Toscana del 4.7. 2013, la quale dispone l’esigenza di affiancare all’e-learning (formazione a distanza) la formazione frontale (con un docente qualificato).
L’aggiornamento (con le stesse metodiche dei corsi base) di tutte le tipologie di corso dovrà essere ripetuto a cadenza quinquennale; per gli addetti avrà una durata di 4 ore, mentre per i titolari o i Responsabili dell’autocontrollo, avrà una durata di 8 ore.
Si ricorda infine che, secondo quanto previsto dal DLgs. n° 193/2007, l’impianto sanzionatorio prevede una contravvenzione da € 1000 ad € 6000, dopo l’istituto della prescrizione.
 

Indietro giovedì 3 maggio 2018 @ 08:42 © Riproduzione riservata

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