Ecco le idee per migliorare la cardiologia elbana

Convegno dello Spi Cgil. Hanno partecipato i vertici dell'ospedale

Sanità

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Un momento dell'incontro alla sala della Provincia

“Come potenziare la cardiologia dell’ospedale elbano” è stato il tema dell’incontro organizzato dalla Spi Cgil locale venerdì 11 maggio nella sala della Provincia a Portoferraio. A parlare del problema, molto sentito dai pensionati del sindacato, il dottor Mario Mellini che ha proposto di creare sull’isola un’unità di terapia intensiva coronarica, Gianni Donigaglia responsabile di zona del distretto Elba, che ha portato dati e statistiche regionali e aziendali sulla questione e la dottoressa Lara Frediani, dirigente della’unità emodinamica di Livoro e responsabile della rete infarto. A chiudere il lavori il responsabile elbano Cgil, Manuel Anselmi. E’ emersa la preoccupazione degli organizzatori per la cardiologia elbana, e del nostro ospedale nella gestione dell’emergenza urgenza di fronte a problemi cardiocircolatori ma dall’altra parte anche la rassicurazione da parte dei medici ospedalieri sul funzionamento del sistema. Primo fra tutti l’unico cardiologo dell’ospedale elbano con esperienza trentennale, il dottor Alberto Iurato che ha spiegato l’importanza della rete, in una branca come la cardiologia per la gestione delle emergenze. Altro punto fondamentale secondo Irato sarebbe avere la presenza fissa di un elicottero sull’isola per accorciare i tempi dei trasferimenti nelle patologie tempo – dipendenti. Detto questo Iurato considera impensabile istituire sull’Elba un’unità di terapia intensiva coronarica. “Non ne vedo l’utilità – ha precisato - perchè se alcune patologie sono ben gestite dal pronto soccorso e dalla rete, noi abbiamo poi la possibilità di fare la trombolisi (anch’essa efficace) e prima del trasferimento siamo in grado di mettere un pace maker provvisorio transtoracico”. La medicina è poi dotata un reparto di alta intensità con quattro letti con monitorizzazione centralizzata e medici all’altezza di seguire queste patologie. Quello che serve veramente, come ha sottolineato anche il direttore del presidio ospedaliero, Bruno Maria Graziano è la possibilità di fare un ecocardio fast. “Un esame molto semplice - ha precisato il cardiologo – per individuare le emergenze. E’ necessario quindi fare formazione in questo senso ed avere un reparto cardine come la medicina dotata di un numero adeguato di medici”. Intanto nei prossimi giorni arriverà, dopo tanti anni, un secondo cardiologo ad affiancare Iurato. “Un grosso passo avanti - spiega - perchè si potrà avere una copertura cardiologica tale da assicurare una ancora più efficiente organizzazione al nostro reparto e ridurre le liste di attesa  “.Importate è avere un collegamento, un interscambio continuo, tra la cardiologia di Piombino e Portoferraio. Servono però anche una maggiore consapevolezza e conoscenza da parte dei cittadini. Quella che è la prevenzione primaria, fondamentale per tutte le patologie tempo-dipendenti. “I miei colleghi - ha fatto presente il dottor Graziano - lottano per recuperare qualche minuto sui tempi di soccorso ma ci sono casi in cui il paziente attende ore e anche giorni prima di presentarsi in ospedale con quelli che sono i sintomi di un ictus o di un infarto La prevenzione primaria in Italia è il fanalino di coda della sanità. Invito tutti ad un lavoro martellante attraverso comunicazioni e informazioni per ridurre la voragine sulla prevenzione primaria”.

Indietro sabato 12 maggio 2018 @ 10:58 © Riproduzione riservata

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