Ieri incontro al Mise per le Acciaierie di Piombino

Presentate le linee guida del piano industriale da parte del gruppo indiano di Jindal

Piombino

Condividi
Dal profilo FB di Gianni Anselmi

 

Un nuovo incontro al Ministero dello Sviluppo Economico a Roma si è svolto nella giornata di ieri 24 maggio, per parlare del nuovo piano industriale delle Acciaierie di Piombino.

Alla riunione hanno partecipato tre rappresentanti del gruppo indiano e Fausto Azzi, le istituzioni rappresentate dal presidente della regione Enrico Rossi accompagnato dal consigliere regionale Gianni Anselmi, dal sindaco Massimo Giuliani e dal presidente dell’Autorità Portuale. Presenti inoltre per la prima volta tutte le rappresentanze sindacali.

Quello che è stato presentato non è ancora il piano definitivo, anche perché non si è del tutto conclusa la procedura di acquisizione dello stabilimento da parte del gruppo indiano Jindal, il piano definitivo è atteso per la metà di giugno.

Ha spiegato il sindaco di Piombino Massimo Giuliani: “Jindal mira a raggiungere nel 2025 la produzione di 40 milioni di tonnellate di acciaio, il doppio rispetto a quello che produce ora. Piombino rappresenta un tassello importante per questi suoi obiettivi e si conferma come sito importante per le sue caratteristiche e potenzialità, anche logistiche. Con Piombino Jindal mantiene una posizione sul mercato europeo con possibilità anche di diversificazione produttiva, sfruttando le caratteristiche del porto e la sua posizione geografica. Come istituzioni – continua il sindaco – abbiamo posto all’attenzione soprattutto tre questioni: la necessità di abbreviare e comprimere i tempi previsti, sia quelli di studio ma soprattutto quelli di inizio delle demolizioni, per il rispetto dell’ambiente e per favorire una maggiore occupazione sin da subito. Nell’occasione abbiamo prospettato infatti le difficoltà del nostro indotto. L’altro aspetto è quello dell’occupazione. E’ importante capire meglio quali saranno i numeri dei lavoratori occupati nelle varie fasi ed è importante assicurare l’intervento e il supporto degli ammortizzatori sociali, per garantire il sostegno a tutti i lavoratori nelle diverse fasi, prevedendo eventualmente delle rotazioni. Infine abbiamo messo in evidenza l’assoluta necessità di garantire la compatibilità e sostenibilità ambientale e sociale del progetto presentato. C’è ancora molto da lavorare – aggiunge Giuliani – ma con prudenza stiamo andando avanti. Intanto la Regione ha convocato per la prossima settimana, lunedì 28 e giovedì 31 maggio, due incontri per ridefinire un accordo di programma che supporti il piano.”

Nell’incontro è stata inoltre confermatala previsione dei lavori suddivisa in due in due fasi fondamentali: una prima fase fino al 2020, che prevede la ripartenza e dei tre laminatoi, l’avvio della progettazione di due, forse tre forni elettrici, e delle demolizioni degli impianti. Nella seconda fase, a partire dal 2020, si prevede la costruzione dei forni elettrici e la realizzazione di un ulteriore treno di laminazione.

Il porto resta fondamentale nelle strategie del progetto di Jindal, con una base logistica in grado di importare nella prima fase blumi e billette per il funzionamento dei tre laminatoi esistenti.

Barbara Noferi


 

Indietro venerdì 25 maggio 2018 @ 09:30 © Riproduzione riservata

Commenta l'articolo

Attenzione: i commenti sono soggetti a moderazione. Un moderatore deve approvare il commento inserito prima che esso venga visualizzato.

blog comments powered by Disqus