Hotel Cernia, una storia iniziata oltre sessant'anni fa

Obiettivo: vivere bene l'oggi, attraverso il passato, pianificando il futuro

Redazionale

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Cristiano Anselmi

Una struttura ricettiva dove la tradizione si fonde con la modernità e l'ospitalità familiare di un tempo rende accomodante le esigenze di chi vuole rilassarsi. Stiamo parlando dell'hotel Cernia situato in località Sant'Andrea, un cristallo incastonato nella roccia sul versante occidentale dell’Isola d’Elba. Una tradizione cominciata oltre sessant’anni fa, ci racconta Nello Anselmi figlio del fondatore della struttura.
“A Sant’Andrea la strada, la luce, il telefono, l’acqua corrente sono arrivati nel 1957. Prima non c’era nulla. Mio padre iniziò l’attività alberghiera nel 1949 ospitando una famiglia di tedeschi di Monaco di Baviera e i primi ospiti, non essendoci l’acqua corrente, si lavavano in una sorgente che avevamo nel giardino oppure nel torrente perché allora pioveva di più”.

Dopo sessantotto anni, il figlio Cristiano, titolare dell’albergo, si confronta con il passato ci spiega cosa è cambiato nel suo lavoro rispetto al modo suoi genitori e come la domanda ricettiva abbia delle priorità lontane non decenni ma secoli.
Ma del resto, i due secoli che abbiamo attraversato non hanno solo il peso della parola stessa ma anche della enorme evoluzione nella vita di tutti.
“Oggi il tipo di proposta offerta è ancora improntata sul rapporto personale, una certa familiarità” - ci dice Cristiano –“ma è diventato più complesso perchè si è elevato il livello di richiesta dal punto di vista della cucina,del pernottamento del tempo libero.”

L’albergatore di oggi si deve occupare di tantissime cose: programmare le attività giornaliere e settimanali dell’ospite e rispondere a tante esigenze perché la richiesta principale è la possibilità di rilassarsi per scappare dai ritmi di lavoro a cui tutti sono sottoposti.

L’hotel Cernia,con circa mezzo secolo di storia,ha una particolarità, l’orto botanico e la fondatrice è la signora Lonia Fiorillo Anselmi, madre di Cristiano.
Cresciuta a Poggio, in una casa senza terrazzo ne giardino aveva sempre desiderato la possibilità di avere uno spazio verde, cosa che le è stato possibile quando si è sposata con Nello e si è trasferita a Sant’Andrea.
Da qui è nato lo studio della botanica e, il cominciare a viaggiare nel mondo, le ha permesso di conoscere tante altre specie di piante.
“Non volevo il solito “classico giardino” ma uno spazio con angoli personalizzati ,vivibile e da scoprire”.
E’ così nel suo orto botanico, si può trovare sia piante e fiori autoctoni che tropicali. Una varietà di bellezze della natura che vivono in perfetta armonia.

Dall’aristolochia, pianta carnivora che produce un bellissimo e grande fiore, alla bounganville, dall’emerocallis “giglio di un giorno” alle innumerevoli varietà di piante grasse fino all’albero più alto, “tipuana tipu” visibile anche da lontano, conosciuto come “l'albero delle chitarre” perché si usa per produrre pregiati strumenti musicali, arrivato da un viaggio in Bolivia.
Naturalmente non mancano le varietà degli alberi frutto: avocado, banano, feijoa e i nostri limoni, mandarini arance e tanti altri agrumi.

Per creare un giardino bisogna avere fantasia – spiega Lonia - immaginare come sarà…e devo dire che, molto spesso, il risultato supera le aspettative”.

Una connessione diretta con la natura che avvolge completamente chi ha bisogno di rilassarsi ed è proprio questa la soddisfazione della famiglia Anselmi.
“Quando il lavoro è fatto bene vedo la luce che brilla negli occhi dei nostri ospiti -ci dice Cristiano Anselmi - ti ripaga di tante cose. Non sempre riesce… ma quando riesce è un vero e proprio successo!”.

Per guardare il video servizio clicca qui

 

Indietro venerdì 10 agosto 2018 @ 09:53 © Riproduzione riservata

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