AFERPI, i 50 lavoratori sono di nuovo a casa

La denuncia arriva da Fim, Fiom e Uilm. I sindacati chiedono incontro urgente

Piombino

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Marcia indietro sull'occupazione, alle acciaierie di Piombino. È quanto denunciano Fim, Fiom e Uilm in una nota unitaria. Soltanto il 9 agosto, in un incontro formale, l’azienda AFERPI comunicava il rientro a lavoro di 50 lavoratori definiti “inattivi”, cioè che da molto tempo erano fermi a casa, oltre a confermare il prossimo riavvio dell’impianto di laminazione Rotaie.
I lavoratori sarebbero dovuti essere destinati ad attività di pulizie approfondite per poi essere utilizzati negli impianti che via via sarebbero stati riavviati.
Un fatto – commentano i metalmeccanici – che avevamo definito positivo seppure in un quadro di cauto ottimismo imposto dalle esperienze di questi anni”.
Ma proprio in questi giorni c’è stata una chiara inversione di marcia. I lavoratori richiamati in larga misura sono nuovamente a casa con lo strumento di ammortizzatore sociale”.
I sindacati hanno chiesto all’azienda un incontro urgente per capire i motivi di questo cambiamento di rotta. Temendo effetti negativi sul giudizio, sulle aspettative e sull'opinione nei confronti dell’azienda.
“Riteniamo che una gestione oculata” delle risorse dello stabilimento sia un “fatto positivo”, spiegano i Sindacati. “Ma non possiamo sottacere che le aspettative del territorio sono immense e che bastano pochi passi falsi per mandare in frantumi una credibilità costruita con pazienza. Ci aspettiamo – concludono Fim, Fiom e Uilm – che nell’incontro l’azienda possa chiarire le reali intenzioni e possa anticipare l’assetto produttivo dei tre treni di laminazione traguardando la fine dell’anno”.
 

Indietro mercoledì 12 settembre 2018 @ 16:58 © Riproduzione riservata

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