Consiglio comunale, le minoranze abbandonano l’aula

Manca il numero legale, seduta sospesa. Domani la seconda convocazione

Portoferraio

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Restano accesi i toni in Consiglio comunale a Portoferraio. Le polemiche di questi ultimi mesi di legislatura non accennano ad esaurirsi e sotto la “cenere” i tizzoni sono ancora ardenti, pronti a riprendere la fiamma per ben poco.

Questa mattina, nella Sala Consiliare di Palazzo della Biscotteria, si è assistito all’ennesima bagarre tra maggioranza e minoranza, questa volta ancora prima che si cominciasse a parlare degli argomenti all’ordine del giorno e che la seduta entrasse nel vivo.

Alcuni esponenti dell’opposizione hanno esordito contestando la mezz’ora di ritardo con cui il Consiglio è iniziato, oltre ai modi di convocazione della seduta stessa e delle propedeutiche conferenze dei capigruppo, col mancato invio dei verbali agli assenti. Alla risposta, piuttosto tesa, del Presidente Luciano Rossi, l’intera minoranza ha richiesto una sospensione di 5 minuti. Tutti favorevoli, tranne lo stesso Rossi e il sindaco, Mario Ferrari, in quanto la Segretaria comunale, a scavalco dal Comune di Piombino, alle ore 11 avrebbe dovuto presenziare anche al Consiglio comunale di Rio.

Come hanno fatto notare i consiglieri dell’opposizione, il consiglio avrebbe avuto poco più di un’ora a disposizione per discutere degli importanti punti all’ordine del giorno, quali variazione del bilancio, l’approvazione del piano delle opere pubbliche per i prossimi 3 anni e le due interrogazioni PD sulla chiusura dei giardini delle Ghiaie e sulle future azioni politiche dell’amministrazione.

“Se la mozione di sfiducia dell’ultimo consiglio comunale non è passata per un soffio, stavolta la maggioranza ha fatto tutto da sola, arrivando fino allo scioglimento del consiglio comunale prima ancora che iniziasse la discussione”, scrivono in una nota post-consiglio gli esponenti del Gruppo PD. “Pur consapevoli di non avere il numero legale, poiché assenti alcuni consiglieri, la maggioranza, invece di chiedere la collaborazione ai colleghi della minoranza, loro sì tutti presenti, hanno da subito creato un clima teso e apertamente polemico”.

L’opposizione, in aula e, poi, nella nota, sottolinea il “totale disinteresse” di sindaco e Presidente per “uno svolgimento democratico dell’assemblea, nonostante ne dovrebbero essere i garanti”.

Alla ripresa dei lavori, “considerato”, scrivono dal PD, “che non ci sarebbe stato alcuno spazio per una necessaria e approfondita discussione”, le minoranze hanno abbandonato unitamente l’aula, facendo mancare il numero legale per il proseguimento della seduta.

“Oggi abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione che questa amministrazione non è assolutamente in grado di tutelare e gestire gli interessi della città, presa com’è, esclusivamente, da divisioni e ripicche interne, di cui fanno le spese i cittadini”, scrivono i rappresentanti del Gruppo PD. “Se questo è il modo in cui il sindaco intende “affrontare al meglio gli ultimi sei mesi del mandato amministrativo” non sappiamo cosa altro poterci aspettare”.

Il consiglio è stato quindi riconvocato per domattina, sabato 1° dicembre, alla stessa ora e con le stesse modalità, anche se, speriamo, con animi più distesi.

Silvia Leone

Indietro venerdì 30 novembre 2018 @ 18:03 © Riproduzione riservata

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