Domani, giornata mondiale per la lotta contro l'AIDS

In Toscana, l'infezione è in calo, ma ancora vi è un ritardo nell'accesso alle cure

Attualità

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Domani, sabato 1° dicembre, si celebra in tutto il mondo la Giornata per la lotta contro l'Aids, che continua ad essere un problema di salute pubblica globale. Da quando l'epidemia è partita, negli anni Ottanta, sono morte nel mondo 35 milioni di persone.

E ogni anno risulta confermata la bassa percezione del rischio di trasmissione del virus, soprattutto tra gli eterosessuali, che arrivano tardi ad eseguire il test Hiv.

Sono quindi sempre necessarie politiche di sensibilizzazione per diffondere informazioni corrette e fare azione di prevenzione.

"Per fortuna in Toscana i dati su Aids sono in calo – dice l'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi -, ma, come anche negli anni scorsi, la scarsa consapevolezza della possibilità di contagio da parte della popolazione porta alla diffusione, anche inconsapevole, dell'infezione, e a un ritardo nell'accesso alle cure.

Quindi non dobbiamo mai abbassare li a guardia, e proseguire con le iniziative di sensibilizzazione e prevenzione, rivolte soprattutto ai ragazzi, ma anche agli adulti.

Proprio poche settimane fa in giunta abbiamo approvato una delibera che prevede una serie di iniziative rivolte alla tutela della salute sessuale e riproduttiva dei giovani e delle donne contraccettivi, ma comprende il potenziamento dell'attività dei consultori, delle campagne informative, dell'educazione sessuale nelle scuole". Conclude l’assessore Saccardi.


In Toscana, come nella maggior parte delle regioni, l'incidenza delle nuove diagnosi di infezione da Hiv presenta un andamento stabile dal 2009, tuttavia nel 2017 si è verificato il valore più basso dell'intero periodo.

La Toscana, dunque, continua ad avere un tasso di incidenza maggiore rispetto a quello nazionale, e si colloca al terzo posto tra le regioni, preceduta da Lazio e Marche.

L'età media è di 41 anni per i maschi e di 37 anni per le femmine. Sono
in aumento i pazienti che scoprono la sieropositività dopo i 50 anni.
L'età minima è di 17 anni.

I casi pediatrici, che presentano quasi tutti modalità di trasmissione verticale tra madre e figlio, sono divenuti eventi rari, grazie alla terapia antiretrovirale somministrata alla madre sieropositiva.

Comunque, la maggioranza delle infezioni da Hiv è attribuibile, ancora, a rapporti sessuali non protetti, che costituiscono l'86,1% di tutte le segnalazioni.

Per quanto riguarda i casi di Aids conclamato, in Toscana, dall'inizio dell'epidemia al 31 dicembre 2017, sono stati notificati 4.828 nuovi casi di Aids. Ci si ammala di Aids in età sempre più avanzata: l'età mediana alla diagnosi presenta, nel corso degli anni, un aumento progressivo sia per i maschi che per le femmine sino a raggiungere 48 anni nei primi e 47 nelle seconde, e mantenendosi sempre più elevata per i maschi.

Da sottolineare l'abbassamento del livello di guardia nella popolazione generale: gli eterosessuali non si ritengono soggetti "a rischio" e invece rappresentano la categoria che più ha bisogno di informazione. Molti dei nuovi sieropositivi, che hanno contratto il virus attraverso rapporti sessuali non protetti, non sanno di esserlo e continuano a diffondere la malattia senza avere coscienza del rischio.


 

Indietro venerdì 30 novembre 2018 @ 11:55 © Riproduzione riservata

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