Non passa in consiglio il primo quesito referendario

Ieri mattina si è svolto a Piombino il consiglio comunale, tra gli argomenti il referendum su Rimateria

Piombino

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Con il solo voto favorevole del PD, è stata approvata in consiglio comunale la delibera che ratifica la decisione della commissione tecnica di non ammettere il primo quesito referendario su Rimateria, relativo all’ampliamento della discarica.

A votare contro tutte le forze di opposizione (M5S, Rifondazione comunista, Un’altra Piombino, Ferrari sindaco Forza Italia, Sinistra per Piombino ma anche “Spirito Libero”, forza di maggioranza, che ha presentato un ordine del giorno distinto.


Una discussione molto animata, come da previsioni, anche per la presenza di molti esponenti dei Comitati pro referendum, che hanno affollato durante la mattina l’aula consiliare e lo spazio davanti all’entrata del palazzo comunale.

Per consentire la più ampia partecipazione, su richiesta del comitato, l’amministrazione comunale aveva installato una cassa all’esterno perché il lavori all’interno dell’aula potessero essere seguiti anche da fuori.

Prima della delibera è stato votato anche l’ordine del giorno presentato da tutte le minoranze, con il quale si chiedeva all’amministrazione comunale di rivalutare le decisioni tecniche espresse dalla commissione, consentendo l’ammissione. L’ordine del giorno non è stato approvato per i voti contrari dei consiglieri del PD che hanno quindi confermato la propria contrarietà all’ammissione del referendum.

“Bisogna capire cosa comporterebbe l’indizione di un referendum oggi dal punto di vista della tenuta dell’azienda, per l’andamento economico, per la tenuta dei finanziatori, per gli attuali lavoratori di Rimateria – ha affermato la consigliera del PD Bruna Geri a sostegno della posizione del partito - Non basta dire “non si vuole chiudere Rimateria”. Noi oggi in questa fase della discussione siamo chiamati a esprimerci su questo e cioè sull’ammissibilità di un referendum che tratta vari aspetti e che non può essere sintetizzato con un semplice sì o con un no. Per noi oggi il referendum non è più uno strumento efficace alla luce delle ultime novità, e pensiamo che sia più utile agire attraverso l’assemblea dei soci con azioni di coinvolgimento della cittadinanza”.

Le opposizioni hanno invece ribadito gli argomenti sostenuti nel corso di questi mesi: una richiesta di partecipazione e di espressione da parte della cittadinanza per un progetto, quello di Rimateria, ritenuto dannoso per lo sviluppo della città e in grado di condizionare la vita del territorio nei prossimi anni.

Secondo le opposizioni, il progetto Rimateria non tutela l’interesse pubblico ma serve solo a ripianare progetti incauti del passato. Di fronte a un quadro storico di questo genere la città ha il diritto di esprimersi e quindi è importante accettare il confronto. 

Forti contrarietà anche sulla vendita delle azioni di Rimateria ai privati, per l’impossibilità di mantenere una fondamentale governance pubblica sull’azienda. 

Sarebbe stato necessario inoltre mantenere pubblica la società Rimateria per garantire una governance che così non sarà più possibile. Altra questione importante, l’importanza di accogliere solo i rifiuti del territorio e non quelli che vengono da fuori. Un appello quindi a che Rimateria operi nell’interessa della città. Il bisogno di avviare le bonifiche, che la stessa Asiu avrebbe dovuto fare negli anni passati.

Il sindaco Giuliani ha concluso gli interventi, prima del voto, facendo un’analisi delle scelte di pianificazione territoriale fatte negli ultimi dieci anni e ribadendo l’importanza del progetto di Rimateria. 

Indietro venerdì 30 novembre 2018 @ 12:31 © Riproduzione riservata

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