Leopoldo II di Toscana, inaugurato il monumento restaurato

Comune di Livorno e Soroptimist insieme nel recupero dell’importante bene artistico cittadino

Livorno

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Foto dal sito del Comune di Livorno

 

Sabato 1 dicembre (alle ore 10) è stata restituita alla città, completamente restaurata e ripulita da graffiti e scritte che ne deturpavano il basamento , la statua di Leopoldo II di Toscana collocata al centro di piazza XX Settembre.

Conosciuta dai livornesi come il “Canapone”, l’opera monumentale di Paolo Emilio Demi ( 1840 ca) è stata riportata al suo stato originario grazie agli interventi del Comune di Livorno e del Soroptimist International d’Italia (Club di Livorno) che hanno lavorato in sinergia nel progetto di restyling di questo bene artistico.

Il Comune è intervenuto nello specifico sulla parte del basamento – la parte caratterizzata da un maggiore degrado – che è stata deturpata non solo dagli agenti atmosferici ma soprattutto dai frequenti e ripetuti atti di vandalismo grafico, mentre il Soroptism è intervenuto più propriamente sulla statua per rimuoverne la microflora e le incrostazioni che avevano annerito la superficie.

Oggi il marmo bianco della statua ha riacquistato il colore originario e nonostante Leopoldo II si presenti mutilato e con il naso rotto - dai moti insurrezionali del maggio 1849 quando i livornesi inferociti si abbatterono sulla statua del Granduca - è tornato a “risplendere” in mezzo alla piazza e a “raccontare” un pezzo di storia della città.

“Restaurare la statua del Canapone era uno degli obiettivi che mi ero prefissato per quest’anno – dichiara l’assessore alla cultura Francesco Belais - vederlo pertanto oggi completamente restaurato e ripulito da scritte mi riempie di gioia. E questo grazie alla sinergia tra pubblico e privato che ci ha permesso di riunire le forze e di restituire alla città un’opera così importante della nostra storia, da troppi anni lasciata imbrattata e in stato di degrado. Ringrazio pertanto il Soroptimist per questo service di valorizzazione del nostro patrimonio e mi auguro che sempre più associazioni e club collaborino con il Comune nella tutela dei beni cittadini.

Concludo con un appello, in particolare rivolto ai giovani : abbiate cura del patrimonio artistico della città, delle statue e dei monumenti presenti nelle strade e nelle piazze. Ci raccontano il nostro passato, le nostre origini, siate consapevoli del loro valore storico”.

 

Il Soroptimist International Club di Livorno, in occasione del 50°anniversario di fondazione, ha deciso di contribuire, in accordo con l’Amministrazione comunale, al restauro del monumento per restituire alla città un’opera di grande valore artistico e storico e al tempo stesso di valorizzare una delle piazze più belle del centro cittadino.

L’importo messo a disposizione dal Club di Livorno ammonta a 8 mila 800 euro.

Attraverso la CER Coop di Firenze ( un consorzio che raccoglie ditte specializzate in vari settori della conservazione dei beni culturali) è stato installato un ponteggio a piani con copertura a capanna e con telo in PVC resinato resistente ai raggi solari quindi si è proceduto al restauro della statua. L’intervento conservativo ha previsto la rimozione della microflora e dei depositi solfatici che deturpavano la superficie quindi la sigillatura di alcune fessurazioni e commettiture per impedire l’accesso dell’acqua all’interno del marmo degradato ; infine l’applicazione di un protettivo ( polisilossano) .

Rientra nello spirito del Club quello di contribuire alla tutela e alla salvaguardia del patrimonio artistico cittadino. Si ricorda che negli anni passati il Soroptimist ha finanziato il restauro di altre opere scultoree: il Monumento sepolcrale delle 8 vittime degli austriaci di Pietro Gori situato all’interno del Cimitero de La Cigna e la statua La Madre Educatrice di Paolo Emilio Demi che si trova all’interno della Biblioteca Labronica di Villa Fabbricotti.

 

Il Comune di Livorno ha provveduto al risanamento del basamento del monumento per l’importo complessivo di 10.928,07 euro + IVA. Si è trattato della parte più degradata del complesso che presentava una superficie lapidea alquanto ammalorata sia per un biodeterioramento in atto- ovvero alghe e batteri insinuati nella porosità del materiale e nei sottoquadri dei bassorilievi provocando diffusi annerimenti e “croste nere” - sia per la presenza di scritte a pennarello e a vernice spray penetrati in profondità del marmo, specie sulle superfici più facilmente raggiungibili.

 

 

  

Indietro giovedì 6 dicembre 2018 @ 08:27 © Riproduzione riservata

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