Capitaneria di Porto: le considerazioni di Simone Meloni candidato a Sindaco di Portoferraio

Di Simone Meloni

Portoferraio

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Vi è una lista elettorale in questa tornata che già dalla scelta del nome aveva fatto capire da che parte stava, Forza del Fare, lo stesso hashtag scelto da Zingaretti (Partito Democratico) per una recente corsa elettorale.

Ma che addirittura, già dalle prime dichiarazione, volesse creare del danno alla nostra isola in favore di Piombino non volevamo crederci.

Il candidato sindaco Di Tursi propone di spostare dall’attuale sede la Capitaneria di Porto: ciò potrebbe avere delle ripercussioni negative sul nostro territorio se non se ne ragiona in maniera istituzionale e seria con chi è deputato al comando delle Capitanerie.

Fin da metà anni ‘90, da quando fu istituita l’Autorità Portuale, Piombino preme per diventare sede di Compartimento Marittimo, fortunatamente ciò non è avvenuto e Portoferraio ha evitato di diventare un Circondario marittimo sotto l’autorità di Piombino. Al fine di raggiungere l’obiettivo a Piombino è stata costruita una nuova struttura sovradimensionata per un Ufficio circondariale e più adatta ad un Compartimento, al contempo nell’area portuale di Portoferraio non esiste, allo stato attuale, una struttura con gli standard minimi essenziali per poter ospitare una nuova sede per la Capitaneria di Porto.

Con questa proposta, quantomeno scomposta, si rischia che il Comando Generale delle Capitanerie di Porto e ancor più l’amministrazione dalla quale dipende funzionalmente, ossia il Ministero delle Infrastrutture, di fronte ad una richiesta da parte della nuova amministrazione portoferraiese decida, nell’ambito della razionalizzazione degli uffici dipendenti, di procedere ad un trasferimento che vedrebbe penalizzata ancora una volta la nostra isola a favore di Piombino. 

Da un lato si chiede maggior voce in Autorità di sistema e dall’altro si creano le condizioni per averne ancora meno: il tutto per avere altri volumi disponibili che probabilmente farebbero la stessa fine del comprensorio ex scuole Guardia di Finanza.

Come volenterosi inesperti ci permettiamo di consigliare ai professionisti di utilizzare maggiore cautela nel proporsi e soprattutto, di valutare bene i danni / benefici delle proprie dichiarazioni, non si amministra un paese con i proclami ma con gli stessi si rischia di far grossi danni.

Noi ci proponiamo di lavorare per dare inizio alla procedura per il riconoscimento di Ufficio portuale territoriale al fine di ottenere anche una rappresentanza nel Comitato di gestione portuale. Procedura non semplice ma che implica serietà e non superficialità: il porto è l’ingresso alla città e all’Isola d’Elba tutta, non possiamo permetterci di scherzare. 

Indietro venerdì 24 maggio 2019 @ 17:21 © Riproduzione riservata

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