"Una drammatica giornata in ortopedia"

Di Francesco Semeraro - Comitato Elba Salute

Sanità

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L'altro ieri, lunedì 24 giugno alle ore 10,00 in sala di attesa dell'ambulatorio ortopedico abbiamo contato 24 persone in attesa di essere visitati molte delle quali con problemi seri riscontrati al pronto soccorso tra sabato e domenica benché era in servizio la reperibilità ortopedica. Fra loro anche pazienti appena mandati dal pronto soccorso che avevano bisogno dell'ortopedico. Nella sala vi erano anche persone ingessate e visibilmente doloranti sedute su sedie a rotelle e una signora sofferente su una barella.

Può sembrare una giornata tipica per un reparto ortopedico dopo un fine settimana di una località turistica dove per arrivare alle spiagge più belle bisogna avventurarsi in percorsi sconnessi e rocciosi ma la stranezza e la drammaticità sta nel fatto che nel reparto di ortopedia del nostro ospedale si ha meno possibilità di essere visitati ora che non in inverno. Lunedì 24, nelle due ore che siamo stati lì abbiamo riscontrato che vi era solo un ortopedico con 2 infermiere mentre l'ortopedica responsabile del servizio, in quelle due ore, l'abbiamo vista solo in alcune occasioni.

Abbiamo appurato che questo medico intento a visitare, era reduce da un Tour de Force di quasi tre giorni di servizio ortopedico continuativo iniziato venerdì pomeriggio 21/06 per finire proprio nel pomeriggio di quel drammatico lunedì 24/06. QUALI garanzie cliniche e di lucidità può dare un medico dopo più di 60 ore di servizio continuo giorno, sera e notte senza le 11 ore di riposo dopo ogni turno come impongono le norme ??

IN ORTOPEDIA non si interviene su delle biciclette o tostapane, ma su persone umane, doloranti e a volte con fratturate molto serie.

Nella fretta e nell'intensità di lavoro a volte si dimenticano anche gli elementari diritti dei pazienti come nel caso di un signore di Rio che la settimana scorsa con una brutta frattura alla spalla non le è stato attivato il trasporto tramite 118 attrezzato per trasferirlo a Livorno dove l'aspettavano per l'intervento chirurgico alla spalla fratturata. Con difficoltà e forti dolori ha raggiunto Livorno con i propri mezzi dove è stato ricoverato e operato. Questa mancanza, che non riusciamo a spiegarci, oltre a interrompere il sacrosanto diritto alla "Continuità Assistenziale" ha provocato dolore e sofferenza a chi non ha colpa se all'Elba non è possibile essere operati ad una spalla.

Comitato Elba Salute.

(Francesco Semeraro)

  

Indietro mercoledì 26 giugno 2019 @ 09:59 © Riproduzione riservata

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