Difetti del sistema democratico e la patente a punti

Di Giovanni Muti

Politica

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Wiston Churchill ha detto che la democrazia è un pessimo sistema, ma è il migliore di cui disponiamo. Non conosco i motivi che spinsero lo statista inglese ad esprimere un simile giudizio, ma conosco, come tutti, il principio su cui si basa il sistema democratico, che Churchill avrà certamente considerato: in democrazia il potere è esercitato dalla maggioranza dei cittadini.

E questo, purtroppo, costituisce il nocciolo del problema perché, in una società normale, la maggioranza dei cittadini ha capacità medio basse e minor preparazione. Questo non è un opinione, ma un dato di fatto. Facciamo un esempio: se confrontiamo migliaia di persone con un problema difficilissimo, forse neanche 10 sarebbero in grado di risolverlo.

Questo vuol dire che se tutti abbiamo lo stesso diritto, ed è giusto, è anche vero che non abbiamo tutti le stesse capacità. Questo non vale solo per l’intelligenza e la preparazione culturale, ma anche per altre doti come, per esempio, essere capaci di camminare su un filo teso a qualche decina di metri dal suolo; oppure ballare il “Lago dei Cigni”, o dipingere un ritratto ad olio, cantare e . . . potremmo continuare.

Il problema del sistema democratico è che il voto di una persona molto intelligente e preparata, ha lo stesso peso elettorale di quello di una persona culturalmente impreparata e scarsamente dotata , che non si interessa alla politica e che, magari, passa il suo tempo a giocare a briscola. Nulla di male a giocare a briscola, ma è chiaro che , per il bene comune , la società dovrebbe essere diretta dai più preparati.

Allora come si potrebbe risolvere questo problema, senza andare contro un principio sacrosanto , come quello che tutti abbiamo lo stesso diritto e di esercitarlo nel voto? Semplicemente introducendo una norma che stabilisca che, per esercitare questo diritto bisogna dimostrare di avere un minimo di preparazione: chi va a votare deve sapere cosa sta facendo. Ogni cittadino ha diritto di guidare un auto. Infatti chiunque può farlo ma dopo avere ha conseguito una patente. E questo è importante perché riduce il rischio per altri cittadini che hanno, anche loro, il diritto di non essere travolti da uno che non sa guidare.

Il altre parole, secondo me, ci vorrebbe una LICENZA DI VOTO. Questo perché, attraverso il suo esercizio, si influenza la vita di milioni di persone e il danno che si può provocare è certamente superiore a quello che potrebbe provocare un ragazzino con un motorino. A questo punto, coloro che si interessano alla cosa pubblica studierebbero per avere la licenza. Gli altri rimarrebbero nelle bettole a giocare a carte o negli stadi ad urlare. E’ chiaro che, con queste modifiche, il sistema si baserebbe sul confronto tra minoranze preparate, ma a tutto vantaggio per la società. Cioè per tutti i cittadini, compresi coloro che non andrebbero a votare.

Per quanto riguarda gli amministratori, invece, dovrebbe essere introdotta una PATENTE A PUNTI. Punti che potrebbero diminuire, o annullarsi, secondo gli errori commessi. ( Se ci fosse stata in passato alcuni sindaci di Portoferraio non avrebbero potuto ripresentarsi. Non i più bravi, naturalmente, come Fratini e qualche altro ) In assenza di questo, dobbiamo contentarci del sistema che abbiamo che non è , però, tutto da gettare. Per esempio, in alcuni casi ,il difetto base di cui abbiamo parlato si auto annulla: la maggioranza perde il confronto e la minoranza( più furba) vince.

Un esempio da antologia ce lo ha dato il risultato delle ultime elezioni amministrative a Portoferraio, dove ha vinto una minoranza. Infatti, a Portoferraio,il centro destra aveva la maggioranza abbondante dei votanti, e ha deciso di dividersi in 3 liste, quindi provocando la sua sconfitta. A questo punto dobbiamo chiederci: coloro che hanno vinto a Portoferraio sono i veramente migliori ? Dovrebbe essere così, ma ci vuole molta prudenza. Anche perché a loro la vittoria gli è stata regalata. E non hanno fatto grandi cose per vincere. Ma non hanno fatto neanche errori. Si sono mossi bene riuscendo a pescare voti anche a destra è questo non è poco . Naturalmente questo non ci assicura il futuro, ma è già qualcosa. 

Indietro martedì 2 luglio 2019 @ 07:13 © Riproduzione riservata

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