I disabili non sono malati di disabilità ma di condizioni non riconosciute

Di Francesco Semeraro

Disabilità

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"Noi - mi dice un giovane disabile in carrozzella - siamo esattamente come voi, preda delle vicissitudini ma non dei nostri limiti. L'Handicap non lo portiamo noi lo portate voi se costruite il gradino, se non ci inserite a scuola, se non permettete che diventiamo produttivi nel lavoro o se non considerate la nostra necessità di essere uomini e donne. Io - continua il giovane con il dolore negli occhi ma sempre col sorriso sulle labbra - se mi guardo allo specchio non vedo la carrozzina, siete voi con i vostri pregiudizi, imbarazzi e indifferenza che ce lo ricordate"

L'indifferenza è il gradino più basso della piramide della discriminazione.

Ad esempio: è come nei convegni a tema disabilità o nelle Commissioni i relatori sono in gran parte non disabili e quello che dicono o lo hanno letto o lo hanno sentito dire ma non certo ascoltato da chi vive nella disabilità in tutte le sue forme.

Il gradino successivo all'indifferenza è la minimizzazione.

Ad esempio: dopo tante promesse, articoli, interviste e discussioni alle Ghiaie hanno messo un panno come passerella per permettere alle carrozzelle di recarsi sul bagnasciuga solo che, vuoi perché è un panno, vuoi che è pieno di ghiaia (servirebbe una passerella a strisce di legno o plastica) come il disabile si avventura per fare un bagno resta impiantato. Non distante c'è un altro stabilimento balneare con scivolo per carrozzine già esistente solo che alla fine scivolo in cemento, bisognerebbe saltare il gradino e fare slalom tra gli ombrelloni e sdraio. NESSUNO CONTROLLA e nessuno fa rispettare la "Convenzione ONU dei diritti delle persone disabili"

E' iniziato il conclave per l'assegnazione o la prosecuzione della GAT che forse porterà ad un altro assurdo ritocco della tassa di sbarco ma gli Amministratori seduti a quel tavolo sono consapevoli che a Piombino, grazie al "Port Abile" attivato dall'Autorità Portuale fino al 15 settembre svolge il servizio di accoglienza delle persone disabili o a mobilità ridotta che consiste di recarsi appena si arriva al porto in una sala di accoglienza e di attesa per eventuali e particolari esigenze del disabile/persona a mobilità ridotta con un operatore a disposizione che aiuterà anche a raggiungere più facilmente possibile l'area di imbarco? Il servizio dispone anche di un "Contact Center" (800942976) dedicato ai viaggiatori con disabilità ed offre un servizio molto utile per l'imbarco. In caso di arrivo dall'Elba con la nave il disabile o persona a mobilità ridotta viene attesa sotto bordo dandole assistenza fino all'uscita dal porto.

MA NELL'AUTORITA' PORTUALE NON FIGURA ANCHE L'ELBA? PERCHE' QUESTI SERVIZI SONO NEGATI A CHI SI DEVE IMBARCARE ALL'ELBA?

A Portoferraio il disabile in attesa di imbarcarsi non ha neanche un servizio igienico dove poter andare in caso di necessità. Se poi accusasse un malore non c'è nessuno che lo possa assistere. (a Piombino fino al 15 settembre è garantita sul porto anche una ambulanza).

A Portoferraio il disabile che si imbarca non viene neanche informato che alcune navi non dispongono di un ascensore e alcune altre se lo hanno non è adatto per le carrozzelle.

Francesco Semeraro  

Indietro lunedì 15 luglio 2019 @ 09:09 © Riproduzione riservata

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