Disagi Sanitari Elbani

La lettera di Stefano Liuti, "un romano innamorato dell'Elba".

Sanità

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Sono un Romano innamorato dell’Elba in cui vengo in vacanza dal 1992 prima solo con la mia fidanzata, ora diventata mia moglie, e da qualche anno anche con mio figlio di 16 anni.

Nel 2015, visto “l’innamoramento” abbiamo anche deciso di comprare una casetta a Porto Azzurro per sentirci un po’ più “elbani”.

Il giorno 13 agosto mio figlio, al termine della giornata di mare a Porto Azzurro, lamentava ipoacusia all’orecchio e vertigini.

Contattata telefonicamente la Guardia Medica, il medico mi diceva di recarmi presso il suo studio a Rio Marina, entro mezz’ora, in quanto era solo e doveva fare due visite domiciliari urgenti a Portoferraio !!!

Sorvolando sul disagio patito da una persona che lamenta vertigini nel dover percorrere 15 chilometri di curve, raggiunto lo studio, il medico, dopo una accurata visita, non notando anomalie all’orecchio esterno, ci consigliava di recarci da un otorino se i sintomi non fossero regrediti in breve tempo.

Visto il perdurare dei sintomi, il giorno successivo, 14 agosto, mi sono messo alla ricerca di un otorino che visitasse mio figlio “a qualsiasi prezzo”…. Ma, purtroppo, senza esito visto l’approssimarsi di Ferragosto.

Decidevamo allora di recarci presso il pronto soccorso dell’ospedale di Portoferraio.

Qui, nonostante il clima da “ospedale di guerra”, con decine di pazienti in attesa di essere visitati, siamo stati accolti dal personale in maniera molto cordiale e professionale e il medico pediatra che visitava mio figlio ci consigliava una visita da uno specialista otorino che, però, non era disponibile presso l’ospedale (ma come su un’isola non c’è un otorino nemmeno reperibile ??)

Predisponevano, quindi, il trasferimento in ambulanza presso l’ospedale di Piombino, in cui, l’otorino contattato dal medico di Portoferrario, confermava la sua presenza, ma solo fino alle ore 20.00 !!

Recatici a Piombino, l’otorino eseguiva una visita molto accurata a mio figlio consigliandoci, però, una serie di ulteriori esami impossibili da eseguire a Piombino e ci proponeva il trasferimento di mio figlio presso l’ospedale di Pisa.

Dopo averci confermato di essere “fortunati” in quanto residenti a Roma, ci consigliava di tornare subito a casa e di recarci presso l’ospedale Bambino Gesù.

 

Così di buon’ora il giorno di Ferragosto ci siamo imbarcati verso Roma e, dopo esserci recati al Pronto Soccorso dell’ospedale Bambino Gesù, mio figlio è stato ricoverato immediatamente per essere sottoposto a terapia cortisonica per via endovenosa e a terapia iperbarica; inoltre, i medici hanno sottolineato il fatto che in casi come questo, la tempestività delle cure può essere determinante per un completo recupero dell’udito.

Ho scritto questa lettera, convinto comunque che ne riceviate a centinaia dello stesso tenore, per cercare di dare il mio contributo nella battaglia che gli Elbani (ma anche gli Italiani tutti) combattono ogni giorno per avere una Sanità almeno che rispetti i limiti minimi di assistenza, sia d’estate, in cui la popolazione si decuplica, ma soprattutto d’inverno in cui i collegamenti con gli ospedali della terraferma si complicano fino a diventare, a volte, impossibili.

Indietro martedì 27 agosto 2019 @ 13:53 © Riproduzione riservata

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