L'incredibile doppia vita di Viale Zambelli

Di Riccardo Nurra

Portoferraio

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Nessuno se lo sarebbe aspettato, ma quel tratto di strada a senso unico fra la rotonda di viale Elba e la rotonda dei “Gabbiani”, denominato viale Zambelli, nell'arco della giornata cambia totalmente identità: la mattina si cura la “didattica” e, nel tardo pomeriggio fino a sera, l'agonistica.

 Mi spiego meglio: tutte le mattine fra le sette e le otto, MA PROPRIO TUTTE, viale Zambelli diventa una vera e propria scuola guida per gli autisti degli enormi autoarticolati, che in retromarcia e ad angolo retto, devono entrare nello spazio a loro dedicato per scaricare materiale per il supermercato, con altissimo tasso di difficoltà e con l'ausilio dell'uomo a terra che urla suggerimenti.

Vista la manovra, veramente complicata, per far entrare in quello spazio quei bestioni, lo stress dell'autista aumenta perchè, nel frattempo, si forma una fila che, col passare del tempo, diventa sempre più lunga e impaziente per chi deve andare al porto: autobus di linea , camper compresi e auto, restano intrappolati e non possono procedere, né tornare indietro.

Non è colpa dei portoferraiesi, né di coloro che devono partire, se gli autoarticolati sono troppo grandi e lo spazio di manovra ristretto.

Qualcuno forse ha mal progettato, o semplicemente lo spazio disponibile è troppo angusto per la dimensione di quei mezzi : la soluzione mi sembra possa essere l'utilizzo di mezzi più piccoli e più frequenti. 

Certo è che non siamo tenuti noi a trovare una soluzione, certo è che non possiamo subire oltre questa anomalia del Codice della strada. 

Nel pomeriggio invece lo stesso tratto cambia vocazione.
Giovani, ma neanche tanto, con le loro potenti moto e auto , riescono a portare i loro mezzi a velocità altissime, rombando e creando grave pericolo in una strada spesso attraversata da pedoni.

Questo è il trionfo delle “mezze seghe”, di coloro che per sentirsi potenti hanno bisogno di “sgassare”, di quelli che riescono con il solo movimento del polso a sviluppare velocità e rumore, dimostrando così a se stessi tutta la loro potenza e agli altri tutta la loro pochezza. 

Anche per le auto funziona così: con accelerazioni spaventose, tutto merito del piede destro che pigia sull'acceleratore e scalate di marcia repentine, per non sbattere nel muro del vecchio”cantierino”.

Anche viale Elba, all'uscita dalla scuola, è teatro di dimostrazioni di “ganzetti”, con impennate, velocità ben oltre il consentito e rumori assordanti di marmitte di motorini sicuramente fuori norma.
Questo avviene tutti, ma proprio tutti i giorni. 

Ma è possibile che a nessuno venga in mente di intervenire ?
I cittadini “bubbolano” fra loro ma, come al solito, nessuno ci mette la faccia, esponendosi e protestando con nome e cognome.

Nel primo caso, quello degli autoarticolati, in attesa di una proposta e di una soluzione decente, immagino dovrebbero arrivare dei camion di dimensioni un po' ridotte perchè bloccare un'arteria che va verso il porto non può essere una consuetudine quotidiana.

Nell'altro caso, quello delle trasgressioni oramai consentite al Codice della strada, sarebbe necessario che la polizia municipale (i pochi rimasti) e tutte le Forze dell'ordine che gravitano nel paese, intervenissero con fermezza al fine di evitare abitudini fuori legge e forse anche gravi incidenti, utilizzando come deterrenti dissuasori e rilevatori di velocità mobili, come negli altri comuni vicini (Piombino e San Vincenzo).

La situazione è molto pericolosa e mi dispiacerebbe molto che questo “lasciar fare” fosse origine di gravi incidenti.
Se qualcuno poteva dire “non lo sapevo!”, ora non può più dirlo: ora lo sa.

Riccardo Nurra 

Indietro martedì 1 ottobre 2019 @ 09:38 © Riproduzione riservata

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