Zone degradate e disagio sociale: intervista all'Ex Sindaco di Rio Elba Arch. Claudio De Santi

Intervista di Giovanni Muti

Intervista

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Domanda: Architetto De Santi, la ringrazio innanzi tutto per la sua disponibilità. Questa intervista ha lo scopo di chiarire alcuni punti che la legano vicende politiche recenti.
Negli ultimi anni, lei è stato molto presente sui giornali, non solo per la complessa vicenda riese. Sto parlando del disastro finanziario lasciato dalla precedente amministrazione, che lei come sindaco, dovette affrontare, con tutte le polemiche che ne seguirono. Polemiche poi spente dagli ultimi interventi della magistratura contabile che, in sostanza, gli diede ragione.
Oltre a questo c’è un altro punto importante di cui si parlò sui giornali: il ruolo determinante che lei ebbe nel percorso che portò alla fusione di Rio. Qualcuno la sottolineò come una prova di grande abilità nel trasformare una situazione critica in una opportunità. In quel caso anche con aperture importanti verso il futuro.
L’ultima volta che la stampa si è occupata di lei è recentemente quando Il direttore del Corriere Elbano ha scritto un pezzo sul degrado del Palazzo Coppedé di Portoferraio. Questo perché lei, in qualità di assessore esterno, insieme al sindaco di Portoferraio Ferrari e la Polizia Municipale, aveva fatto un “blitz “ al Palazzo Coppedé per liberarlo da abusivi, persone senza fissa dimora ecc.
Questo tema è tornato, in questi giorni, sulle pagine dei giornali per un intervento della Polizia di Stato in un immobile abbandonato a Portoferraio dove vivevano due persone in pessime condizioni igienico sanitarie. E dove le due persone, due italiani in questo caso, vi avevano ammassato merce rubata. Quindi un blitz simile a quello fatto dal sindaco Ferrari.

Risposta: Vorrei precisare subito che l’espressione Blitz, nel nostro caso, significa solo un’azione veloce, rapida, tutto qui. Nessuno rimando anche involontario a “BlitzKrieg ” la guerra lampo tedesca, sia chiaro. Il fine non era di fare la guerra a dei senza tetto. Si figuri che anche gli agenti di Polizia Municipale erano disarmati, quindi nessuna azione di forza, ma un atto per attirare l’attenzione su un problema da risolvere. Tutto qui.

Domanda: Certo. Però quello che volevo chiederle è se un problema come quello si può risolvere con un blitz. Non crede che ci vorrebbe qualcosa di meno spettacolare e più impegnativo per dare una sistemazione minimamente dignitosa alle persone che dormivano in un luogo simile?

Risposta: Mi permetta di chiarire subito un altro punto: non c’è stato nessun spettacolo. Le foto pubblicate avevano lo scopo non certo di mostrare qualcosa di spettacolare, ma di mettere in evidenza il degrado che abbiamo trovato. Questo era lo scopo. E io che ho partecipato ho potuto vedere le condizioni inimmaginabili in cui vivevano quelle persone. Una delle stanze del Coppedè era chiusa probabilmente con persone all’interno, ma noi non l’abbiamo forzata. Ripeto, il nostro intento era di porre fine and una situazione che è anche pericolosa. Potrebbe succedere, da un momento all’altro, che ceda un pavimento o qualcosa di simile e che succeda una guaio serio.
Mario Ferrari chiarì, in un comunicato, che quell’azione era un messaggio indirizzato alla prossima amministrazione che avrebbe dovuto dare una mano a quelle persone emarginate e situazioni di estremo disagio.

Domanda: Bisogna dire che quel vostro intervento non ebbe grandi effetti perché gli extracomunitari ci sono ancora.

Risposta: Non solo sono ritornati, ma uno di loro ha, addirittura stuprato una sua connazionale, una nigeriana. L’articolo di Guido Paglia sul Corriere Elbano parlava di questo e metteva in evidenza il fatto che a Portoferraio nessuno ha reagito. E si chiedeva cosa sarebbe successo se, invece di una nigeriana, fosse stata stuprata una ragazza di Portoferraio. Purtroppo è vero, nessuno si è mosso. Teniamo conto che se dopo il nostro intervento qualcuno fosse intervenuto quella povera ragazza non avrebbe subito quella violenza. Insomma, noi avevamo denunciato una situazione, dato un segnale, che nessuno però ha raccolto

Domanda: Come se lo spiega?

Risposta: Non è facile rispondere senza rischiare di essere fraintesi perché la situazione è complessa. Se la analizziamo da un punto di vista socio politico, abbiamo la sinistra - o quello che ne rimane - che vede la battaglia a favore degli extracomunitari come un mezzo per la costruzione di una società multietnica più giusta più umana. E fin qui va bene. Poi però, quando si tratta di impegnarsi in situazioni come queste, o anche più drammatiche, volge lo sguardo da un’altra parte .
Come lo vogliamo definire questo atteggiamento? I termini non mancano, ma lasciamo Portoferraio che adesso è amministrata da una coalizione di sinistra che potrebbe intervenire. Anche perché l’intervento della Polizia di Stato, in un altro immobile abbandonato, con merce rubata e coinvolgimento di italiani, dimostra come il problema non può essere ridotto a semplice prodotto dell’immigrazione con extracomunitari senza fissa dimora. Poi dopo lo stupro e la merce rubata trovata della polizia, siamo di fronte a dei reati. Non è una novità: sappiamo che ambienti simili possono diventare luoghi dove può crescere anche un degrado morale.

Domanda: Certo questo è vero. Però su questo punto chi impedirebbe alla opposizione in Comune di sollevare questo problema. Il rappresentante di Fratelli d’Italia , per esempio, interviene spesso su altri problemi. Mi riferisco all’altro gruppo di minoranza dove vi sono dei consiglieri che addirittura operano nel sociale da anni.

Risposta: Infatti, sono persone che conoscendo bene il problema, avrebbero l’esperienza che gli permetterebbe di fare qualcosa si concreto. Sinceramente, non so perché non sono intervenuti ne’ riesco a spiegarmelo. 

Domanda: Speriamo che qualcosa si muova. Volevo chiederle, come architetto con lunga esperienza in lavori di restauro, come vede un ipotetico recuperò del Palazzo Coppedé?

Risposta: E’ un lavoro importante ed impegnativo. Certo bisogna trovare le risorse, ma non è immaginabile che un’opera come quella sia lasciata in quelle condizioni. E per di più, in bella vista di fronte ai turisti che sbarcano sul porto. Questo fatto ha veramente dell’incredibile . Quello che mi auguro è che l’amministrazione di Portoferraio affronti il problema. E se non lo fa, come temo, speriamo che almeno la minoranza glielo ricordi.

Domanda: Una volta restaurato, come potrebbe essere utilizzato?

Risposta: Certamente come uffici, sedi di enti che hanno che vedere col le attività portuali, ma anche associazioni culturali ecc.

Domanda: Architetto De Santi approfitto di questa opportunità per farle una domanda che riguarda lei come uomo politico
Qualche mese prima della ultime elezioni amministrative, in un intervento del Movimento ELBA 2000, si sosteneva che per la candidatura a sindaco di Portoferraio ci voleva un uomo nuovo. E ne elencava le caratteristiche.
Secondo loro, doveva essere una persona che avesse alte esperienze amministrative in ambito comunale; che conoscesse bene l’isola, i meccanismi dell’industria turistica; che fosse introdotto in ambito politico a livello regionale o nazionale; che fosse capace di impostare buoni rapporti di collaborazione con gli altri sindaci, una persona che avesse dato prova di trasparenza, coraggio e legalità nell’amministrazione della cosa pubblica.
Però perché questo si potesse realizzare era necessario che tutti coloro, che nel centrodestra, si stavano organizzando per candidarsi avrebbero dovuto fare un passo indietro , cosa che naturalmente non fecero e questo ha portato alla sconfitta del Centro Destra.
Ma, per quanto riguarda il ritratto dell’uomo nuovo , molti ci riconobbero lei e se ne parlò sui giornali.

Risposta: Le rispondo sinceramente: io non conoscevo chi ha scritto quel pezzo, ne’ so se veramente pensassero a me.
Ma mi fa piacere che molti mi ci abbiano riconosciuto, perché a quel personaggio immaginario venivano attribuite molte doti.
Però, devo dire che dopo l’esperienza che ho avuto a Rio Elba, ho capito che per fare il sindaco di una città come Portoferraio, bisogna pensarci più di una vota. Oggi fare il sindaco è un impegno durissimo, perché tutto il sistema burocratico imbriglia la macchina amministrativa. E tutto diventa difficile e rischioso.

Domanda: Si certo però ci sono anche dei vantaggi , voglio dire… c’è una retribuzione anche se non molto alta.

Risposta: Se il vantaggio economico fosse stato uno dei miei obiettivi , non sarei mai diventato sindaco di Rio Elba. Per essere più precisi, come dissi in campagna elettorale, in quella occasione ho rinunciato al compenso. Non solo, ma per evitare un possibile conflitto di interessi, la mia azienda rinunciò a svolgere lavori nel territorio comunale, quindi ricevendone un danno economico.
E questo dimostra, come io non sia entrato in politica per interessi economici. Io mi sono coinvolto perché ho una grande passione per la politica. Mi piace impegnarmi e mettere a disposizione della società nella quale vivo la mia esperienza ed alcune doti che molti mi riconoscono. Vorrei trasformare alcune idee in iniziative. Per fare un esempi: quella che ha portato alla scoperta delle Acque Termali di Cavo che spero un giorno verrà realizzata. 

Domanda: E per il futuro?

Risposta: Guardi, oggi la situazione del nostro paese è veramente molto complessa. E’ una situazione in movimento dove i diversi schieramenti politici si muovono, ma non sanno con precisione dove stanno andando. Io, come imprenditore, sono abituato a muovermi non all’interno di schemi ideologici, ma fra le cose concrete e a dirigermi verso obiettivi precisi. In questo periodo seguo con molta attenzione le vicende politiche del nostro paese. E devo dire che, a causa del clima di incertezza e di confusione, lo faccio anche con qualche preoccupazione. Però, pur sapendo che fare politica oggi è sempre più difficile e impegnativo, sono sempre pronto ad entrare in gioco ed impegnarmi con serietà come ho fatto in passato. Potrebbe essere il momento di fare qualcosa di più per l’Elba e non solo, passando attraverso una rivoluzione che sembra imminente, la storica “presa del castello” della regione rossa per eccellenza, la Toscana. Per il centro destra, che è la mia area di riferimento,una vera e propria prova di maturità nel trovare gli equilibri e le persone giuste per salire questo ultimo scalino che manca e far funzionare, subito, dal giorno dopo una ipotetica ma probabile vittoria elettorale, quell’Ente che dopo il Governo centrale è il più importante per progettare e sostenere il futuro della nostra gente. Si tratterà, certo, di agire con equilibrio e lungimiranza politica, cosa che non è accaduta spesso ultimamente dalla mia parte dello schieramento. Se ci saranno però le condizioni politiche giuste, sono pronto a mettermi a disposizione e dare il mio contributo.

Indietro sabato 16 novembre 2019 @ 15:41 © Riproduzione riservata

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