In Toscana 415 indagati per uccisione e maltrattamenti di Animali

Nella provincia di Livorno in totale 44 procedimenti e 37 indagati.

Toscana

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E'  stato presentato a Firenze a dicembre il Rapporto Zoomafia contenente i dati relativi ai crimini contro gli animali registrati in Toscana nel 2018. Si tratta di Uccisione e maltrattamento di animali, combattimenti tra animali, abbandono di animali, traffico di fauna selvatica, bracconaggio, traffico di cuccioli: ecc. Il responsabilie del rapporto Prof. Troiano ha detto: “È opportuno ricordare che il numero dei reati registrati rappresenta solo una parte di quelli effettivamente compiuti. Molti reati, infatti, pur essendo stati commessi restano nascosti, per motivi vari, e non vengono registrati”.

Nella provincia di Livorno ci sono 16 procedimenti e 9 indagati per uccisione di animali; 12 procedimenti e 10 indagati per maltrattamento di animali; 6 procedimenti e 8 indagati per abbandono o detenzione di animali in condizioni incompatibili; 10 procedimenti e 10 indagati per reati venatori o relativi alla fauna selvatica. In totale 44 procedimenti e 37 indagati.

L’articolo che segue ci è stato inviato da Claudio De santi ex sindaco di Rio e ex assessore di Portoferraio attualmente membro del coordinamento provinciale di Forze Italia.

Giannelli: Maltrattamento animali in Toscana

Gli ultimi dati statistici riguardanti la Toscana sono del 2018 e non sono per niente incoraggianti.

In Toscana nel corso del 2018 sono stati aperti 700 procedimenti per reati contro gli animali, con un aumento dell’8,3 per cento rispetto all’anno prima. Ad affermarlo è il rapporto Zoomafia 2019 della Fondazione Caponnetto.
Sempre in Toscana gli indagati sono 415, il 7 per cento del totale nazionale, con un incremento rispetto al rapporto precedente del 18,7 per cento.Tre inchieste riguardano minorenni: in un caso il reato contestato è l’uccisione di animali, negli altri due il maltrattamento.

Secondo il rapporto, la Toscana è uno snodo importante anche per i traffici di animali, soprattutto cuccioli. Anche le ecomafie, purtroppo, sono quindi attecchite in Toscana.
Il numero di reati registrati rappresenta purtroppo solo una parte della situazione reale; molti reati infatti restano nascosti.

Entrando nei dettagli delle varie procure, alla procura di Firenze ci sono quindici procedimenti  penali e 37 indagati per il reato di uccisione di animali. Sempre nel capoluogo, gli indagati per maltrattamento sono 42.
Non ci sono ancora dati attendibili, ovviamente, per il 2019, ma ci sono stati vari episodi anche in Mugello e Val di Sieve per cui non c’è da aspettarsi nulla di buono.

Occorre intervenire su vari aspetti. Anzitutto, ricordare che ci sono espresse previsioni normative del codice penale che puniscono uccisione e maltrattamento di animali (art. 544 bis e ter e 727 del codice penale) per cui ogni cittadino che si trovi di fronte ad una ipotesi di reato deve immediatamente denunciare il fatto alle forze dell’ordine, polizia, carabinieri, polizia municipale, ma anche alle associazione come Enpa e Oipa. Gli atti di questo tipo, di crudeltà gratuita, devono essere severamente puniti e non possono essere tollerati.

Oltre alla repressione, occorre agire a monte. Il concorso delle scuole e delle amministrazioni comunali è vitale per cambiare l’approccio culturale. L’animale non è una cosa inanimata, un oggetto; si tratta di esseri senzienti e come tali vanno trattati.

Come Forza Italia porteremo alle varie amministrazioni proposte concrete in tal senso.

Giampaolo Giannelli, vice coordinatore provinciale Forza Italia Firenze 

Indietro martedì 7 gennaio 2020 @ 18:50 © Riproduzione riservata

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