Quei saponi artigianali creati dai bambini di Marina di Campo

Di Istituto Comprensivo Statale “G. Giusti”

Scuola

Foto di Istituto Giusti

Il nome del progetto “Soap Opera” non deve trarre in inganno e spingere la mente dei lettori sui set di qualche famosa serie tv strappalacrime, poiché, al contrario, si tratta di un interessante esperimento di economia circolare e ambientale che da ottobre sta interessando i bambini delle scuole elementari di Marina di Campo, in particolare le classi IV e V della “Teseo Tesei”, e li accompagnerà fino alla fine dell’anno scolastico. Soap, infatti, sta per “sapone”, che è l’attore principale di questa colorata drammaturgia, nella quale i più piccoli, guidati dalla maestra Alessandra Garofalo, stanno producendo saponi artigianali realizzati con metodo a freddo di cui 40 pezzi per la persona (con sconto di soda) e 20 pezzi da bucato con grassi esausti e materiale di riciclo per gli stampi (con eccesso di alcali).

Il progetto Soap Opera si inserisce nell’azione “circolare” di produzione dei detergenti ecosostenibili e mira a promuovere negli alunni la consapevolezza dell’autoproduzione circolare di un prodotto non inquinante attraverso le tecnologie a loro disposizione per un consapevole uso teorico della matematica e pratico della tecnologia. 

“Si ipotizza di poter accedere, in un triennio, - si legge nel progetto - ad un percorso di produzione tra territorio elbano e scuole (anche e soprattutto in senso verticale tra classi diverse o su uno stesso gruppo di alunni) stimolando, in tal modo, l’apprendimento condiviso della matematica e della tecnologia”. 

Il fine del progetto non è però la vendita, come previsto dalla legislatura vigente in fatto di produzione cosmetica, ma quello di stimolare all’autoproduzione consapevole in cui scuole e famiglie riescano a reperire sul territorio le materie prime per la realizzazione dei prodotti in questione riciclando le rimanenze per un’ulteriore produzione.

Foto di Istituto Giusti “Sul territorio elbano – spiega nel documento Alessandra Garofalo, responsabile dell’iniziativa - sono disponibili una gran quantità di materie atte alla saponificazione e generalmente poco o mal sfruttate: dall’olio esausto, prezioso per il sapone da bucato, alla lana di pecora, preziosa per la lanolina, senza contare la grande quantità di piante officinali a disposizione degli alunni per lo studio e lo sfruttamento consapevole ed oculato”.

Indietro lunedì 3 febbraio 2020 @ 09:27 © Riproduzione riservata

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