L'ossessione del “fuoco amico”

Di Riccardo Nurra

Portoferraio

Riccardo Nurra

Mi devo complimentare con l'ex sindaco Mario Ferrari per essere stato assolto, sia dalla “messa in mora” da parte del Comune di Portoferraio che di altre due sentenze assolutorie in altrettanti provvedimenti giudiziari.

Ora però, visto che vengo chiamato in causa come ex capogruppo di maggioranza e come facente parte del “fuoco amico” per usare lo stesso termine in “military style” tanto caro all'ex sindaco, devo precisare che solo nell'aprile 2018 sono venuto a conoscenza del procedimento di “messa in mora” - risalente al mese di ottobre 2013, sindaco Roberto Peria – che il sindaco Ferrari aveva in carico da parte del Comune di Portoferraio.

Dopo pochi mesi dalla “messa in mora” Mario Ferrari si è candidato a sindaco, proprio nel Comune da cui era partito il procedimento, tenendo all'oscuro del fatto tutti i suoi collaboratori e quanti nella sua lista si erano candidati.

E' evidente che è quanto di più lontano da me la sola idea di voler emettere un giudizio di innocenza o di colpevolezza verso Mario Ferrari: semplicemente e “politicamente” nella mia passata veste di capogruppo, venuto a conoscenza del fatto, ho ritenuto inopportuna la sua candidatura e irrispettoso il suo comportamento, visto che non ne ha parlato per ben quattro anni e si è venuti a scoprirlo a soli cinque mesi dalla prescrizione del provvedimento.

Ho quindi ritenuto che anche gli altri consiglieri della lista, ove non ne fossero stati informati in precedenza, ed in effetti poi si è appurato che nessuno sapeva, avrebbero dovuto esserlo ed è per questo che, a tal fine, si sono svolte riunioni informative, di modo che tutti potessero decidere liberamente se continuare o meno, anche in prospettiva, a fare parte della compagine politica di Mario Ferrari.

 Come dire?
 Il ”fuoco amico” l'ex sindaco Ferrari se l'è cercato volendo essere “l'uomo solo al comando” e pregiudicando così, con il suo atteggiamento, quel rapporto di fiducia che io ritengo debba essere imprescindibile fra un sindaco e i suoi assessori e consiglieri.

In caso contrario può succedere, come è successo a lui, che alla fine si rimanga soli o quasi.

Comunque auguri per le assoluzioni.

Riccardo Nurra
 

Indietro martedì 4 febbraio 2020 @ 19:15 © Riproduzione riservata

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