Emigrazione, nuovo Coronavirus e l'Europa con i suoi confini

Di Marcello Camici

Europa

Foto dell'archivio

La tragedia di coloro che, per vari motivi, emigrano perché desiderano venire a vivere in Europa trova barriere nei confini.
L’Europa quando si tratta di emigranti, ha individuato confini ben definiti.
Nel sud d’Europa si trovano a Malta, in Italia, Spagna e in Grecia a Edirne.
Qui, in questi giorni, In Grecia, vediamo alla televisione che i respingimenti sono tollerati e permessi a difesa dei confini per la sicurezza dell’Europa dopo che la Turchia di Erdogan ha aperto i cordoni agli emigrati che tiene raccolti sul territorio turco avendo ricevuto anche compenso dall’intera Europa per tenerli in campo profughi sul suo territorio.
A sud dell’Italia i respingimenti non sono tollerati.
Carola Rackete forza il divieto all’attracco e viene assolta.
Salvini, quando era ministro dell’interno, per aver impedito e ritardato lo sbarco di emigranti raccolti in mare, è imputato di sequestro di persona.
Quale à la differenza tra gli emigrati raccolti in Turchia a cui è stato impedito fino a pochi giorni fa di superare i confini d’Europa e ora cercano di entrare via terra e quelli che ,raccolti in mare ,cercano di entrare via mare?

Quando si tratta del nuovo coronavirus i confini dell’Europa non sono più così definiti come per coloro emigrano.
Diventano indefiniti perché ogni stato europeo si è mosso e si muove indipendentemente dall’altro contro il virus come se il virus che preme ai confini di ogni stato fosse differente tra stato e stato.

Dove è l’Europa? Dove è la sua politica sanitaria? Mi piacerebbe poter dire: viva l’Europa.

Marcello Camici

Indietro venerdì 6 marzo 2020 @ 08:57 © Riproduzione riservata

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