Chiudiamo l'Elba, prima che sia troppo tardi

Di Marco Sollapi

Elba

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Marco Sollapi

Non so cosa state aspettando, voi elbani, a chiudere gli accessi all’isola. Che arrivi il primo contagio? Il quale avrà incontrato chissà quante altre persone? E poi? Sarà troppo tardi. Da “elbano di fòri” quale sono, mi sembra che i rischi che state prendendo siano davvero troppi, e i primi che non lo capiscono sono i vostri sindaci, che dovrebbero imporsi.

Molti a Portoferraio non rimpiangono Ferrari, ma io sì: con lui secondo me c’era il porto chiuso da almeno tre settimane. Si fa presto a chiudere: entrano solo derrate alimentari e farmaci, si esce solo per acclarate esigenze di malattia. E basta.

Ma qualcuno (senza far nomi) farebbe a meno anche di disinfettare le strade, lo fa solo perché lo fanno gli altri… Voi scherzate col fuoco, fuori di qui la gente MUORE e HA PAURA. Un dato ad oggi 17/3: morti in Italia 2158, in Cina 3231 ed è partita prima. Su Facebook ho trovato la testimonianza di Claudio De Santi, ex sindaco di Rio nell’Elba che ho avuto modo di apprezzare in passato. Leggetela: è un messaggio chiaro e forte da parte di chi c’è dentro più di voi.

“Per i miei amici Elbani – scrive De Santi - chiudete l’Elba, qui a Firenze siamo in trincea, stiamo a casa il più possibile, ci laviamo le mani 30 volte al giorno anche dopo aver toccato la maniglia del portone e dell’auto, disinfettandola sempre prima. Viaggiamo costantemente tutti con mascherine, dormiamo nella stessa casa anche in famiglia in camere separate e teniamo la distanza di almeno un metro con i familiari. Indossiamo per cose più importanti guanti di lattice facendone un uso industriale. Lasciamo le scarpe fuori della porta. Disinfettiamo uffici e abitazioni con 100 gradi e amuchina. Io non sono un virologo ma sentendo a giro e emulando altri faccio tutto quello che è possibile fare ( meglio esagerare). Medici dicono che le persone sopra i 60, fumatori o ex sono a rischio. Già scarseggiano i posti in rianimazione. Non ci consigliano di andare a fare spesa ma di farsela depositare fuori della porta di casa con alimenti confezionati da aprire gettando la confezione e usando guanti, prima di mettere in frigo. Uso dell’auto sempre la stessa persona e da soli e per estremi e legali usi.

All’Elba sarebbe possibile proteggersi non facendo partire e arrivare più nessuno. Arrivano solo alimentari e merci sanitarie con gli autisti che restano in cabina e ripartono. Il sindaco Papi che è medico lo ha detto da tempo. Ma sentendo per telefono amici e dipendenti capisco che queste precauzioni spesso non vengono prese. Medici autorevoli sostengono che tocca a tutti i territori. Per evitare, chiusura totale definitiva ora. Parte solo chi sta male con il Pegaso.

L’Elba ha un’arma in più, l’essere isola. Non è che contagiando l’Elba si salva il resto del mondo. Le eventuali esagerazioni che ho espresso sono migliori delle mancanze. E forse non vi ho detto tutto. Ci vuole il prefetto?, e che prefetto sia! Siamo in guerra dobbiamo combattere e non nascondersi dietro i procedimenti. Perché non ne approfittate, se siete ancora in tempo? La mia nonna diceva: meglio aver paura che buscarne”. Ecco. E allora chiudiamo, amici sindaci: Papi, Montauti, Gelsi (e Barbetti...) ma anche Barbi, Allori, Corsini.... E Zini, anche se lui prima chiederà sicuramente il permesso a Enrico Rossi... Chiudiamo gli accessi all'Elba. Prima che sia troppo tardi.

Indietro martedì 17 marzo 2020 @ 18:19 © Riproduzione riservata

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