Coronavirus: per Confesercenti la risposta del governo all'emergenza è parziale, imprese senza fiato, serve aprire un confronto a livello locale

Di Confesercenti Provinciale di Livorno - Sede di Portoferraio

Confesercenti

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“Si dovrà fare altro per imprese e autonomi fino a che non si esaurisce l'emergenza” dichiara l’associazione di categoria che rappresenta e difende le imprese del commercio, del turismo e dei servizi “quella che arriva dal governo nazionale è una risposta parziale all’economia e alle sue imprese, molte delle quali, ad oggi, sono già in debito di ossigeno. Se è vero che il testo del decreto recepisce molte delle nostre richieste, è altrettanto chiaro che ci sono interventi da migliorare: il governo ha infatti scelto la strada della risposta diretta a famiglie e lavoratori, mentre alle imprese ha fornito strumenti di sostegno indiretti di sospensione, moratoria e nuovi finanziamenti” spiegano da Confesercenti.

“Certo non ci aspettavamo un bonifico sul conto corrente dei mancati incassi di questi giorni - dichiara Franco De Simone presidente Confesercenti Isola d’Elba -ma quelle messe in campo sono misure solo per l’emergenza. Per i lavoratori autonomi occorrerà fare molto altro soprattutto se la crisi sanitaria continuerà a lasciare i negozi, gli ambulanti, i bar e i ristoranti chiusi, gli alberghi vuoti e le città deserte...”.

 “In una situazione difficile come questa” continua De Simone “ogni sforzo che vada nella direzione di sostegno alle imprese è di per sé stesso un risultato positivo, ma nel testo della bozza che abbiamo esaminato non mancano contraddizioni e interventi da migliorare mentre sui capitoli credito e lavoro registriamo invece decisi miglioramenti rispetto alle bozze circolate nei giorni scorsi”.

Ma è sul concludere del proprio intervento che l’associazione lascia capire le vere intenzioni: “crediamo che oltre al piano nazionale, adesso diventi fondamentale l’implementazione di misure a sostegno delle imprese anche da parte degli enti locali in primis la regione, ci attendiamo che anche la Camera di Commercio svolga un ruolo attivo di attenzione alle imprese ma senza dubbio è con i comuni che avvieremo il confronto più operativo, guardando in particolare a tutte le imprese legate direttamente o indirettamente al comparto del turismo le quali rischiano di essere spazzate via da una stagione balneare 2020 al momento priva di prospettive”.

Indietro mercoledì 18 marzo 2020 @ 12:37 © Riproduzione riservata

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