Il nuovo Partito Democratico e il vecchio saluto romano

Di Giovanni Muti

Portoferraio

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Giovanni Muti

Un amico mi ha detto che il PD di Portoferraio aveva lanciato un durissimo attacco contro il consigliere di Fratelli d’Italia Luigi Lanera, colpevole di avere fatto il saluto fascista e averlo, addirittura, volgarmente ostentato. Mi è venuto da ridere perché pensavo si trattasse di una ironica e intelligente provocazione da parte del consigliere.

Invece, leggendo Elbareport e guardando la foto pubblicata, ho capito che Luigi si era limitato ad alzare il braccio per votare a favore di un atto messo a votazione.  Ma nonostante questo ecco, in sintesi, l’accusa  del PD:

Ieri, durante il Consiglio Comunale della Città di Portoferraio, il consigliere Lanera ha fatto un gesto gravissimo, mostrando pubblicamente nel corso di una votazione, un saluto romano, volgarmente ostentato.. . . . . . Un gesto gravissimo, in un'aula consiliare, nel pieno delle funzioni di amministratore pubblico,  uno  sgarbo alle istituzioni”.

Anche questo, per le parole utilizzate, mi ha fatto sorridere:
 
Se ci pensate un po’: un uomo che fa un gesto gravissimo può fare qualsiasi cosa. E questo è  vero. Ma se, invece, ostenta volgarmente qualcosa in pubblico, la cosa è diversa.     

Ma che cosa potrà mai mostrare, in pubblico un uomo in piena salute,  per commettere un atto così volgare? Non può che trattarsi di un gesto osceno.
 
Sarebbe più comprensibile se il pezzo lo avesse scritto una donna:  una sensibilità femminile inconsciamente stimolata dall’immagine di un uomo attraente straiato su un divano. Ma  questa  è un assurdità. Ma a parte questo aspetto, secondario cosa e parlando seriamente, che cosa  aveva  fatto il  consigliere Lanera?
 
Aveva rizzato solo il braccio, che il PD ha visto come un saluto fascista e quindi:
 
Uno sgarbo alle istituzioni, tanto più grave a due giorni dal settantacinquesimo anniversario della Liberazione dal regime nazi-fascista  (. . .) e  chiediamo  a tutto il consiglio comunale di Portoferraio di prendere ufficialmente le distanze da questo comportamento indecoroso,  essendo  un atto  di  apologia del  Fascismo” .
 
Certo, se  fosse  così, allora  si  potrebbe parlare anche di  un’offesa alla data simbolo del 25 Aprile.  Ma è indispensabile che chi avanza l’accusa lo provi, al di la di ogni ragionevole  dubbio. La  cosa è  molto semplice. Serve la scena in cui Luigi fa il saluto fascista. Altrimenti non si  capisce. Ameno che in giovani dirigenti PD non credano che quello che si vede nell’immagine  pubblicata da  Elbareport sia un saluto fascista.  
 
Se così fosse,  vorrebbe dire che sono in buona  fede, ma che non saprebbero che cosa è un  saluto fascista.
E  questa,  se pur improbabile possibilità, fa veramente riflettere sul complicato percorso che  ha fatto, il Partito Democratico in questi ultimi decenni. Da quando nella sede di Portoferraio trovavi Danilo Alessi, Giovanni Fratini, Vezio Colli, Franco Franchini, Fabrizio Antonini, Pino Coluccia ecc.
 
Detto questo,  aggiungo che  io, da  sinistra e per oltre un ventennio, ho accusato alcuni di    questi dirigenti di avere perso il contatto con i problemi delle gente, con le fasce più deboli della società e in sostanza di aver perso il contatto con realtà  ecc,  ricevendone insulti e punizioni. A  questo punto dovrei trovare un certo piacere anche se meschino. E invece no. Adesso, provo  una strana amarezza che non mi permette di trovare le parole giuste per chiudere questo     articolo. Tutto mi sembra esagerato se non impossibile. E spero mi sia sfuggito qualcosa e che  tutto sia stato influenzato dal clima surreale che  stiamo vivendo.

Indietro lunedì 27 aprile 2020 @ 16:09 © Riproduzione riservata

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