Concordo con Franco Cambi sperando che qualcosa cambi

Di Giovanni Muti

Ambiente

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Giovanni Muti

Questi Alcuni Passaggi l’articolo del Prof. Franco Cambi Pubblicato su Elbareport. Articolo completo Elbareport leggi Qui

Estraiamo questi passi

Quello che ha scritto e pubblicato Andrea Galassi su ER il 5 maggio è sacrosanto. La cava della Crocetta è il simbolo del ritorno ad una normalità brutta, sciatta e arretrata, quella in cui si cancellano i crinali per farne pietrame. Il crinale in questione, peraltro, riveste sostanziali valori paesaggistici, ambientali e storici. Si tratta di ambienti di macchia e di pineta, attraversati da una sentieristica estremamente suggestiva e suscettibile di finalità di turismo esperienziale con basso o bassissimo investimento iniziale. La zona potrebbe collegarsi facilmente alla Grande Traversata Elbana.Polverizzato quel crinale, il danno inferto al panorama e all’ambiente è irrimediabile e si ripercuoterà, a cascata, sulle scelte successive. Altre attività, in quella zona, non si potranno più svolgere ( … ….)"

E’ il tempo delle scelte. O si valorizza l’Elba per quel molto che ha, dal punto di vista del suo patrimonio territoriale di isola mediterranea, che è solo qui e non da altre parti, oppure ci si deve assumere una responsabilità pesante, quella di chi continua a erodere in maniera insostenibile un capitale prezioso, che si sta depauperando anno dopo anno. La rendita di oggi spalanca le porte al degrado e alla povertà di domani"

Ecco una risposta con finale con sorpresa


“Legambiente e gli intellettuali ambientalisti pare finalmente avere preso coscienza di una verità che noi, pur essendo dei poveri peccatori, abbiamo rivelato da tempo e cerchiamo di diffondere. Questa verità è rinchiusa in una semplice affermazione, che riscriviamo per l'ennesima volta:
il Parco dell'Arcipelago Toscano non ha fra le sue priorità (reali) la difesa dell'ambiente. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: a Pianosa il Parco ha fallito clamorosamente, all'Elba in ogni emergenza ambientale il Parco è assente:, lo fu con i piombinesi quando volevano gettare 40.000 metri cubi di fanghi velenosi nelle acque dell'Elba, sarà impotente di fronte ai cinghiali che distruggono l'isola e nei confronti dei Sindaci che rischiano di affogarla nel cemento. 


E' un problema che non si potrà risolvere, purtroppo, con il Parco, ma con una legge speciale per l'Elba e l'Arcipelago che tenga conto delle particolarissime condizioni determinate da un'industria turistica tra le più sviluppate d'Europa. Una legge che non divida l'Elba in due zone: una a tutela totale ed un'altra a libertà totale. Una in mano ai cinghiali e l'altra in mano ai Sindaci. 

Serve una legge che veda l'isola come un unicum tutto da salvare e da proteggere, ma anche da sviluppare, in modo da cercare un equilibrio tra lo sviluppo e protezione ambientale.

Elba 2000 Movimento in difesa dei diritti degli Elbani 


Portoferraio, 03 08.2001

sorpresaaaaa!!

Questa risposta al prof. Cambi era contenuta in una articolo che scrissi per il “Movimento Elba 2000 “ e pubblicato il 3 agosto del 2001 su “ELBA OGGI” , vent’anni prima che Campi scrivesse il suo articolo. Il Movimento Elba 2000 era indicato, dagli ambientalisti, come antiparco, ma che in realtà era solo contro questo tipo di Parco che prevedeva la divisione dell’isola in due zone e, di fatto, escludeva gli elbani gestione. L’isola, questa era l’idea di fondo, doveva essere tutta protetta. Il risultato sarebbe stato, niente più scempi.

Indietro venerdì 8 maggio 2020 @ 19:42 © Riproduzione riservata

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