Riflessioni sul Covid-19

Di Adolfo Santoro

Coronavirus

Adolfo Santoro

L’esperienza della malattia infettiva del Covid-19 ha mostrato la fragilità dell’organizzazione economico propria della globalizzazione, ma anche l’importanza della politica nel recuperare, almeno in parte, la propria centralità, ad esempio nei rapporti con l’Europa, colmando quel vuoto che era stato delegato ai meccanismi finanziari. Ma, se guardiamo ai comportamenti dei nostri concittadini isolani, nella fase dei “divieti” si è rafforzata la solidarietà nelle famiglie, nel vicinato e nelle reti di amici, anche attraverso l’uso di strumenti mediatici; ora nella fase delle “regole” c’è il bisogno di trasformare l’esperienza negativa in voglia di cambiamento.

I 105 medici e i 28 infermieri morti testimoniano il fatto che i sanitari sono stati in prima linea, ma purtroppo segnalano anche le carenze organizzative e l’isolamento che hanno subito in particolare i Medici di Medicina Generale. All’Elba il Covid è arrivato in maniera più soft ed ha lasciato tempi e modi per organizzare la protezione degli operatori territoriali, che è migliorata, anche se è ancora migliorabile.

Da marzo scorso l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) approvato 27 sperimentazioni relative al Coronavirus e molte altre sperimentazioni attendono di essere approvate.
Alcune sperimentazioni riguardano la clorochina e l’idroclorochina, due antimalarici, che però hanno effetti collaterali potenzialmente gravi. Altre riguardano la colchicina, un farmaco usato soprattutto nella gotta, che ha una certa attività anti-infiammatoria. Altre ancora riguardano un antitrombotico e fibrinolitico (Defibrotide), farmaci antitumorali (Reparixin, Selinexor), un farmaco usato nell’artrite reumatoide (Baricitinib). Alcune riguardano gli anticorpi monoclonali (tocilizumab, sarilumab, emapalumab, canakinumab, siltuximab, pamrevlumab), farmaci particolarmente costosi, ma anche l’uso di Interferone. Tra i farmaci anti-virali sono oggetto di sperimentazione il Remdesivir, il primo farmaco approvato dall’FDA – l’agenzia statunitense per il farmaco -, il Favipiravir, il Darunavir, il Ritonavir, il Lopinavir, il Ritonavir. Altri studi riguardano l’eparina ed in uno studio è stato considerato anche l’efficacia di un corticosteroide, il prednisolone, nel prevenire il peggioramento della funzione respiratoria in pazienti con Covid moderata.
Si tratta di due studi: uno studio multicentrico sta verificando gli esiti di dosaggi di enoxiparina proporzionali al peso corporeo e li confronta con un dosaggio di enoxiparina di 4.000 Unità. Un altro confronta la somministrazione di enoxiparina 4.000 Unità una volta al giorno con la somministrazione di enoxiparina al dosaggio di due volte al giorno. Ricordo comunque che un’analisi retrospettiva su 415 casi consecutivi di polmonite grave in corso di COVID-19 ricoverati nell’ospedale di Wuhan, ha mostrato che, nei pazienti in cui si dimostri l’attivazione della coagulazione, la somministrazione di eparina per almeno 7 giorni determinerebbe un vantaggio in termini di sopravvivenza.

Tra altre sperimentazioni che attendono di essere approvate e a me note c’è soprattutto l’uso del plasma (esperienza della fondazione Veronesi) o degli anticorpi ricavati del plasma dei “guariti” da Covid, che permette spesso un miglioramento sintomatico in breve tempo; questa è una via a basso costo e potenzialmente estendibile alla gran massa dei pazienti, anche in considerazione del fatto che il vaccino non è dietro l’angolo. Interessante appare anche l’ossigeno-ozono-terapia, associata ad anti-virali, destinata a pazienti gravi (esperienza ad Udine, ma anche in altri paesi europei). 

Indietro martedì 12 maggio 2020 @ 10:29 © Riproduzione riservata

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