Una nuova piazza per Pietro Gori

Di Giovanni Muti

Portoferraio

Pietro Gori

Il presidente Enrico Rossi è intervenuto a proposito della furia iconoclasta popolare, contro le statue. Partendo, addirittura, dalla distruzione della biblioteca di Alessandria, arriva fino alle  statua di Churchil e quella di Montanelli, e poi, secondo me, mischiano due cose diverse, arriva a parlare di un’altra offesa ad un personaggio famoso, quella commessa dall’amministrazione di Portoferraio che toglie l’intitolazione di una piazza a Pietro Gori.
 
Ecco come la pensa Enrico Rossi
“Si tratta - dice, della giunta di destra in carica a Portoferraio fino a non molto tempo fa aveva deciso di togliere l’intitolazione di una piazza all’anarchico Pietro Gori che in Toscana spese gran parte del suo impegno a promuovere gli ideali di liberazione delle classi oppresse.
 Prima di concludere il mio mandato intendo celebrare al meglio la sua memoria.”
Messa così,  cioè  collocando questo cambio di nome ad una piazza insieme alle  aggressione alle  statue che si stanno verificando in tutto il mondo, il presidente della Regione commette un errore perché la presenta come una atto per colpire l’immagine di un personaggio che non si meritava avere questo riconoscimento, come, per fare un esempio Montanelli non si meritava  una statua visto che da giovani, in Africa si era sposato un dodicenne.
A Portoferraio si è cambiato il nome alla piazza per onorare l’ex sindaco Ageno che era stato  vittima di una campagna denigratoria che lo portò, prima in prigione innocente, e poi alla morte. La scelta fu un atto risarcitorio. Non si pensò, e questo fu un errore, che si sarebbe tolto il nome di  quella Piazza che era dedicata personaggio del livello di Pietro Gori. 

Anche Sergio Rossi su Elbareport commmeta l’intervento del Presidente regionale Enrico Rossi  
 
“. . . il proposito espresso dal Presidente Rossi, di compiere un gesto, almeno parzialmente risarcitorio, di quell'atto che resta (e resterà) come una vergogna meschina, come un vulnus storico, come una manifestazione di "miseria umana e culturale",  sia "cosa buona e degna". 
Suggeriamo, e ci pare ovvio, che il teatro di questo omaggio sia lo stesso in cui, in in una livida mattinata invernale, si consumò la "detitolazione", la piazza, sulla quale si affacciano Il palazzo comunale della Biscotteria e (quella non avrebbero avuto il cuore e le palle per rimuoverla) la lapide statuaria di Pietro Gori, che ha una sua storia, che fu avventurosamente salvata "dall'iconoclasta mazzuolo fascista", come qualcuno ebbe a scrivere.
Suggeriamo ancora al Presidente che (Covid permettendo) tutto ciò, in forma di festa, si compia il prossimo 14 Agosto, nel 155° anniversario della nascita di un gigante del pensiero, oltraggiato da una pattuglia di  autocratiche e fallite mezze cartucce. Ci sarà anche il sole, è quasi certo, e la voglia di cantare "date fiori ai ribelli caduti/ con lo sguardo rivolto all'aurora/ al gagliardo che lotta e lavora/ al veggente poeta che muor"
sergio rossi

In quel periodo scrissi anch’io un articolo che ripropongo.
 
UNA NUOVA PIAZZA PER PIETRO GORI di G. Muti
pubblicato mercoledì 7 febbraio 2018 alle ore 10:28:20
 
“Intervengo sull’intitolazione della piazzetta antistante il palazzo comunale a Giovanni Ageno,   a seguito di alcune sollecitazioni arrivate in redazione.
Lo faccio per dire che sono d’accordo con l’intitolazione di quella piazza ad Ageno perché è   proprio di fronte al comune dove è nata la bufera che lo ha travolto.

( io ero contrario ad utilizzare quella piazza ma, siccome insieme a Bosi, Marcello Camici    sostenemmo la necessita di dedicare una piazza ad  Ageno,  non volli creare ulteriore ostacoli. )
 
Ma questo, però, intacca la memoria di Pietro Gori che, vedi caso, si batteva proprio contro la  violenza e le  ingiustizie. Ed essendo, quello di Ageno, un clamoroso caso di ingiustizia lui lo avrebbe addirittura di difeso. Le due targhe rimandano, quindi, agli stessi principi di giustizia. Per cui, per non cadere in contraddizione, si dovrebbe onorare Ageno vittima dell’ingiustizia     senza umiliare Gori che l’ingiustizia la combatteva. 
 
Secondo me si dovrebbe dedicare un’altra piazza a Pietro Gori. Una piazza importate da  scegliere fra Piazza della repubblica, Piazza Cavour e Calata  italia. 

 
E poi il prossimo primo Maggio si potrebbe organizzare una grande cerimonia invitando   personaggi importanti come Guccini ed altri il coro dei Canti Goriani a cantare “Addio Lugano bella” e l’ “Inno dei lavoratori del mare” “ Vieni o Maggio“ e tutto in un clima di generale riconciliazione. Altrimenti ci troveremo ancora l’argomento nella prossima campagna elettorale. E questo non farebbe bene a nessuno.

Indietro martedì 16 giugno 2020 @ 17:58 © Riproduzione riservata

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