Ruggero Barbetti, Carlo Gasparri, Sergio Rossi e l'Ordine Sovrano della "Fava Lessa"

Di Giovanni Muti

“Quest'anno propongo per Sergio Rossi il premio "Fava Lessa" dell'anno”.
Chi lo dice è Ruggero Barbetti che reagisce, al fatto che Elbareport di cui Rossi è direttore ha pubblicato una lettera di un lettore che se la prende con l’amministrazione di Capoliveri per come ha affrontato i problemi causati dal Coronavirus.
Non entriamo nel tema e rimaniamo sulla fava lessa.
Abbiamo più volte scritto, scherzato un po’, da toscani vorremmo dire, parlando di fave lesse.
Ma abbiano anche scritto qualche riga seria sulla fava. Che non è cosa da poco. Non è un argomento da prendere sottogamba, come scherzando disse una mia amica.
In un articolo, dopo avere analizzato le fave più usate nel linguaggio popolare come: “la fava di Noe”, “la fava di Aronne” o semplicemente “la mi fava”, sostenevamo che sarebbe opportuno invece riflettere in una direzione antropologico – alimentare e anche mistico – simbolica ecc.. ….. insomma dicevamo “si tratta di scoprire i complessi significati simbolici che, in generale, ci legano al cibo e alla suo a preparazione, ma soprattutto alla fava e alla sua manipolazione..“ e via scazzando.

Naturalmente quando si parla di certe cose si può esagerare ma ci possiamo affidare all’alibi della toscanità, come argine naturale al cattivo gusto.
Nel caso dell’espressione Fava lessa, anche come l’ha utilizzato Ruggero ha sempre qualcosa di carezzevole e di affettuoso e di fatto costituisce un riconoscimento sociale
Ma parlando seriamente e direi storicamente, pochi sapranno, e forse neanche Ruggero, che a Portoferraio negli anni 70 era stato istituito l’ORDINE SOVRANO DELLA FAVA LESSA”

Infatti nel 1970 , il 5 volte campione d’Italia, 3 volte campione d’Europa e una volta campione del mondo di caccia subacquea, Carlo Gasparri fu insignito del NETTUNO D’ORO, massimo riconoscimento dato alla gente di mare. Ma, nello lo stesso periodo, la sua città, cioè Portoferraio , volle conferirgli un’ importante onorificenza: il Gran Maestro della ORDINE SOVRANO DELLA “FAVA LESSA” con” motu proprio” gli concesse una distinzione dell’ ordine. In pratica lo nominava “fava lessa dell’anno”. La pergamena era firmata dal Gran Maestro Aolo Gasparri e dal Cancellerie Segretario dell’Ordine Fortunato Colella. Di questo particolarissimo ordine sovrano facevano parte personaggi di alto livello culturale e con ruoli importanti nella società. Fra loro anche l’on. Primo Lucchesi.

Quindi la proposta Barbetti di nominare Sergio Rossi come fava lessa dell’anno va vista come un grande riconoscimento. Lui l’appezzerà visto che, anche perché gli arriva proprio nel giorni del suo genetliaco.

Indietro lunedì 13 luglio 2020 @ 11:24 © Riproduzione riservata

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