La Biscotteria e i senza tetto

Di Giovanni Muti

Portoferraio

Giovanni Muti

Quando ho letto su facebook che a Portoferraio una coppia si è trovata senza casa e ha vissuto per 2 settimane in un auto parcheggiata vicino al cimitero, non ci ho creduto. Ho pensato che si trattasse della solita notizia falsa di quelle che si leggono sul web.

Ma il giorno dopo è arrivata la conferma di Fabrizio Prianti su Camminado in un articolo di Carlo Rizzoli, su Elbareport, sul nostro giornale Tenews e dopo addirittura in una interrogazione della minoranza consiliare firmata dal capogruppo Di Tursi.

Quindi il fatto è vero ed è di una gravità assoluta. Non solo perché a Portoferraio c’è un caso di senza tetto visto che è un fenomeno diffuso in tutta Italia, ma perché ancora una volta viene confermato come in chiunque amministri Portoferraio ha nei confronti dei senza tetto un’indifferenza che diventa l’ostilità.  A volte ce li spingono loro,  come avvenne qualche anno fa. E si muovono secondo schemi militari. Ecco 2 blitz fra i più noti.

Senza fare nome, iniziamo con quello organizzato dell’assessora di sinistra al sociale che organizzò un blitz con guardie, polizia, autoambulanze con infermieri per eventuali feriti, per buttare per strada una donna che aveva una bambina malata. Poi, per essere sicura che non ci sarebbe più ritornata, rese l’appartamento inutilizzabile facendo spaccare dagli operai comunali parti del bagno e anche qualche finestra.

Altro caso più recente quello di un sindaco, questa volta di destra, che fece un blitz contro dei senza tetto extracomunitari con guardie comunali e camion della spazzatura dove fece gettare i materassi e altri oggetti di coloro che ci dormivano. (su questo caso, un collega di Roma, mi chiese dei dati, perché voleva farci un pezzo perché alcuni aspetti di quella vicenda, secondo lui, erano gravissimi e forse illegali. Io lo convinsi a desistere e la cosa fini lì).

Quindi in questo campo la biscotteria vanta una tradizione.

Nel nostro caso la cosa incredibile è che questa coppia sia rimasta 15 giorni in quelle condizioni nonostante avesse chiedo aiuto.

Arrivati a questo punto bisogna ricostruire esattamente che cosa è veramente successo e quindi bisogna dare delle risposte almeno a queste domande:

- Chi è il proprietario dell’appartamento?

- Prima di arrivare al gesto estremo di metterli fuori, cosa si è fatto per evitarlo?

- Siccome sembra che loro si siano rivolti a degli amministratori e alle forze dell’ordine, bisogna sapere esattamente con chi hanno parlato e la risposta che hanno ricevuto.

E’ probabile che nel dibattito, che ci sarà in comune, tutto queste venga fuori. In attesa speriamo che emergano degli elementi, che, in qualche modo, attutiscano la responsabilità di chi sapeva e aveva dovere di agire.

Se questo non avverrà, allora il sindaco dovrebbe intervenire per riorganizzare quel settore. Escludo che lui lo sapesse.

Per quanto mi riguarda, se c’è una cosa che in questa vicenda non sopporto è che sia stato possibile e chi mi rappresenta nel comune potrebbe avere dormito tranquillamente e con tutti i confort per 14 notti, quando sapeva che due persone di cui una oltrasessantenne e malata erano rinchiusi in un auto, dove non avevano neanche lo spazio per distendersi; e dove dovevano andare a fare i loro bisogni in un fosso come degli animali. E’ possibile che nella civilissima Cosmopoli dove io vivo succeda tutto questo? Io non  riesco a crederci. Ripeto: Bisogna chiarire e poi agire senza tanti riguardi.

Indietro sabato 25 luglio 2020 @ 11:42 © Riproduzione riservata

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