Presidente Giani, Lei ha tradito la parola data e l'Elba, che potrebbe rivelarsi la sua tomba elettorale

Di Stefano Martinenghi

Elba

Stefano Martinenghi

E' bene che la Comunità Elbana sappia che, con una lettera a sua firma trasmessa via PEC il 22 luglio scorso - priva di numero di protocollo come imposto dal DPR 20.12.200 n°445 art. 53 e seguenti - il presidente del Consiglio Regionale Giani, candidato Governatore della Toscana alle elezioni di settembre, ha comunicato allo scrivente primo firmatario la "improcedibilità" della proposta di legge per la fusione dei sette comuni nel Comune dell'Isola d'Elba depositata dal comitato promotore "Elba in Comune", ai sensi dell'art.7 del Testo Unico in materia di referendum e proposte di legge di iniziativa popolare (vedi COMUNICAZIONE DI IMPROCEDIBILITA' 22.7.2020 ). In altri termini, Giani con il suo diniego ha impedito che la proposta di legge depositata il 26 maggio scorso fosse democraticamente votata dal Consiglio Regionale e dagli Elbani nel referendum per decidere autonomamente se unirsi o restare divisi nei sette comuni. Dunque Giani ha agito all'opposto di quanto aveva promesso a mezzo stampa, quando dichiarò che ci avrebbe incontrato e si sarebbe reso garante del percorso istituzionale della proposta di legge. Invece prima ci ha evitato, poi l'ha affossata. In tal modo ha tradito non solo la parola data pubblicamente e l'Elba, ma anche le proprie convinzioni politiche, perchè Giani fu tra gli sponsor della precedente proposta di legge del 2012. La quale, redatta e depositata da funzionari fedeli, venne approvata in soli 106 giorni, ma fu poi bocciata dagli Elbani nel referendum del 2013 per le carenze manifeste di essa. Una condotta contraddittoria, questa dell'avvocato Giani, che potrebbe trasformare l'Elba nella sua tomba elettorale, anche se da politico di lungo corso tenterà di scaricare la responsabilità della decisione sull'ufficio legislativo preposto. Tuttavia, l'art. 7 citato da Giani dispone che: "il Presidente del Consiglio Regionale si pronuncia in ordine alla procedibilità tecnica dell'iniziativa.....entro trenta giorni dalla presentazione della proposta di legge", invece il suo pronunciamento ha tardato quasi un mese, dunque è fuori termine. Inoltre qualunque atto di diniego della Pubblica Amministrazione per essere valido deve essere motivato, mentre questo del Presidente Giani è privo di qualsivoglia spiegazione. Sembra un Editto del Re o del Marchese del Grillo. Probabilmente perchè motivazioni tecniche ostative non ve ne sono, altrimenti sarebbero state messe per iscritto. In realtà si tratta di una decisione di natura esclusivamente politica, che se non contrastata avrebbe l'effetto di impedire che l'Elba divenga più autonoma, ricca e affrancata da certi poteri del continente che ci vorrebbero sempre con il cappello in mano. A prescindere da queste considerazioni personali, il diniego del presidente Giani, a parere di chi scrive, costituisce un esercizio arbitrario e antidemocratico del potere. Perchè calpesta il diritto della comunità Elbana di autodeterminare con le modalità indicate dalla Legge regionale citata dallo stesso Giani l'amministrazione della propria Isola ed il proprio futuro; e perchè l'atto di diniego è espresso fuori termine, senza motivazioni e in contrasto con l'interesse pubblico dominante, che incentiva la fusione dei piccoli comuni per diminuirne i costi e aumentarne l'efficienza amministrativa. Per queste ragioni ho deciso di assumermi la responsabilità di impugnare l'atto del Presidente Giani davanti al Tribunale Amministrativo Regionale per chiederne l'annullamento. In tal modo verrà preservato, oltre al percorso democratico, il diritto di precedenza in testa alla proposta di legge di Elba in Comune e con esso le quattro garanzie a tutela della comunità Elbana ivi previste: 1) la trasformazione dei comuni in municipi senza licenziamenti di personale per garantire ai residenti i servizi di prossimità, 2) l'affiancamento al commissario straordinario nominato e diretto dalla Regione di una consulta dei Sindaci che lo consigli e "accompagni" alle prime elezioni del Comune dell'Isola d'Elba; 3) la convocazione della "conferenza dei servizi" per tutti gli atti amministrativi rilevanti per il territorio al fine di evitare il rischio di errori o abusi in danno della comunità Elbana; 4) la facile indizione di referendum consultivi annuali privi di quorum per gli atti rilevanti per il territorio e la comunità Elbana. Basta considerare queste quattro garanzie di democrazia diretta per comprendere quanto la nostra proposta di legge sia "avversata" sia da certi politici del continente che da certi amministratori locali, usi a trattare gli Elbani come sudditi. A decidere democraticamente le sorti della nostra proposta di legge e dell'Elba, sarà prima il voto del Consiglio Regionale, poi quello degli Elbani nel referendum; non sarà un colpo di mano calato dal Palazzo con una lettera di quattro righe quattro senza spiegazioni a firma del Presidente Giani. Concludo specificando che questo articolo è scritto a titolo personale, non a nome del comitato Elba in Comune, per rispettare le diverse sensibilità politiche dei suoi membri, alcuni dei quali voteranno il candidato Giani. Ricordo a chi ci legge che la nostra proposta di legge persegue gli interessi della comunità Elbana tutta, senza distinzioni di appartenenza politica.

Stefano Martinenghi 

Indietro domenica 26 luglio 2020 @ 10:42 © Riproduzione riservata

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