Canile, clinica veterinaria H24 e Convenzione: le considerazioni della minoranza capoliverese

Scritto da Andrea Gelsi - Capogruppo Capoliveri Bene Comune

Capoliveri

Andrea Gelsi - Capogruppo Capoliveri Bene Comune

Nel corso del Consiglio Comunale del 31 luglio, al quale ero assente per questioni personali, è stato approvato all’unanimità lo schema di convenzione tra il Comune di Capoliveri e l’Associazione Enpa Sezione Isola D’Elba per la gestione degli animali vaganti sul territorio per il triennio 2021-2023. Il Comune di Capoliveri, dunque, sbatte la porta in faccia alla volontaria che da anni opera sul suo territorio e che ha fatto miracoli, potendo contare solo su contributi pubblici sporadici e modesti. Nessuna riconoscenza, nessuna considerazione per l’immenso lavoro svolto fino ad oggi anche grazie alla NetAP, soprattutto sul campo della sterilizzazione dei randagi e delle adozioni. Nel merito, la prima cosa che salta agli occhi è la durata della Convenzione, fissata in tre anni. Dobbiamo quindi presumere che l’iter per la realizzazione del canile comprensoriale e annessa clinica veterinaria H24, resterà bloccato ancora per lungo tempo, dato che proprio il Comune di Capoliveri, Capofila della Gestione associata per la realizzazione del Canile comprensoriale e pronto soccorso H24, stipula una Convenzione che prevede una durata così lunga. D’altronde, la pietra tombale sul finanziamento della Fondazione Bastet è stata posta proprio in coincidenza con l’insediamento del nuovo Sindaco e con la frequente presenza dei rappresentanti ENPA presso il nostro Comune. Evidentemente, i numerosi incontri del Sindaco con le associazioni animaliste per ascoltare le istanze del territorio, dei quali non ha reso alcun conto, neppure a seguito di una interrogazione a risposta scritta presentata dal nostro Gruppo, hanno dato buoni frutti, almeno all’ENPA. La Convenzione prevede una spesa annua di ben 12.950 euro, che rispetto a quella sostenuta dalle precedenti amministrazioni è davvero molto onerosa. Tralasciando la genericità degli scopi dichiarati, “contenere il randagismo, l’abbandono di animali, favorire pratiche di adozione, garantire assistenza e cure per gli animali randagi, segnalazioni di maltrattamenti”, nella sostanza il servizio affidato prevede la cattura, la custodia, il mantenimento e l’assistenza veterinaria dei cani vaganti sul territorio. In passato, tale servizio era stato affidato ad un canile del continente e l’Amministrazione Comunale pagava soltanto nel caso di effettivo ritrovamento di cani vaganti e conseguente ricovero presso la struttura in questione. Oggi, invece, il Comune pagherà a prescindere dal numero effettivo di animali trovati. Considerato che al massimo, negli anni scorsi, si sono verificati un paio di ritrovamenti all’anno di cani effettivamente abbandonati e che il recupero di cani vaganti di proprietà si risolve al massimo nell’arco di poche ore, è evidente la totale sproporzione della spesa rispetto all’effettivo fabbisogno. Tra l’altro, leggendo la Convenzione, pare che il pagamento delle somme concordate avvenga a prescindere dalle spese effettivamente sostenute e documentate dall’ENPA, ma soltanto dietro presentazione di relazioni trimestrali sull’attività svolta, in evidente violazione della normativa vigente. La Convenzione prevede anche il censimento delle colonie feline e la sterilizzazione gatti randagi. Oggi che dopo diversi anni è finalmente ripartito il servizio per la sterilizzazione delle colonie feline da parte della ASL, il Comune utilizza soldi pubblici per acquisire un servizio già erogato a titolo gratuito da un altro Ente Pubblico? Non sarà il caso che il Comune riveda i termini di questo accordo?

Indietro giovedì 9 settembre 2021 @ 16:07 © Riproduzione riservata